«Una mostra tutta da vivere. Risultato di un grande sforzo e impegno. Abbiamo puntato l’occhio anche su una sorta di dualismo tra opere contemporanee in tema e opere dell’epoca». Con queste parole il vicepresidente della Fondazione Carit, Carlo Passalacqua, descrive la mostra inaugurata mercoledì mattina a palazzo Montani Leoni. Da Degas a Boldini, dal 16 aprile al 25 giugno, sarà possibile scoprire e approfondire l’impressionismo tra Francia e Italia. In tutto sono 45 le opere esposte.

Fondazione Carit La mostra, a cura di Anna Ciccarelli e Pierluigi Carofano, presenta un’ampia rassegna per celebrare l’Impressionismo francese, ma anche e soprattutto la stagione impressionista in Italia, superati i 150 anni dalla prima mostra che ne ha sancito la nascita, il 15 aprile 1874 a Parigi. In esposizione a palazzo Montani Leoni 45 opere tra sculture, dipinti e scritti, provenienti da importanti musei nazionali e internazionali, da collezioni d’arte delle Fondazioni bancarie, da Istituti di credito e dalle Gallerie d’Italia.


Da Degas a Boldini La mostra nasce dall’idea di offrire uno sguardo sull’impressionismo, posto in relazione con le altre correnti sviluppatesi nello stesso periodo in Italia. Le sue origini affondano nei principi della pittura en plein air che si sviluppa con la scuola di Barbizon, animata da un gruppo di artisti che si allontana dalla modernità di Parigi per dedicarsi a dipingere in mezzo alla natura.
Aprono la mostra Corot, tra i precursori del movimento, e Palizzi (Fondazione Cariplo), mentre un raro disegno su carta di Manet (Collezione Banco Bpm) introduce la sezione dell’impressionismo francese, impreziosita da uno studio preparatorio per le Ninfee di Monet, considerato il padre del movimento. Tra gli artisti francesi esposti anche Berthe Morisot e Edgar Degas. Nelle sale successive presenti le opere degli Intaliens De Nittis, Zandomeneghi, Boldini, Corcos (tra i prestatori, il Museo civico Giovanni Fattori di Livorno, Fondazioni Sicilia e Padova e Rovigo) e Medardo Rosso (dal Mart di Trento e Rovereto), alcuni tra i più importanti artisti italiani. Un’ampia sezione è dedicata ai Macchiaioli, movimento artistico tutto italiano, che si sviluppa a Firenze a partire dalla metà dell’Ottocento, particolarmente apprezzato in Francia. Tra i rappresentanti più noti, Fattori, Lega, Signorini e Banti, ai quali i curati della mostra hanno dato ampio spazio soprattutto con opere rappresentative della loro esperienza francese. Presenti in mostra Francesco e Luigi Gioli, tra i più autorevoli della corrente tardo macchiaiola, con opere provenienti dalle collezioni artistiche delle Fondazioni Cariplo e Firenze.

