È il Libro dei salmi, in cui affondano le radici le tre grandi religioni monoteiste, il filo conduttore che la Sagra musicale umbra ha scelto per un’edizione 2015 che riveste una certa importanza, essendo la numero 70 della manifestazione. «Un traguardo venerabile» secondo Alberto Batisti, direttore artistico, che mercoledì a palazzo dei Priori ha presentato la rassegna che si terrà a Perugia e in molte altre città dell’Umbria (Assisi, Bevagna, Foligno, Montefalco, Panicale, Passignano sul Trasimeno, San Gemini, Torgiano e Umbertide) dall’11 al 20 settembre, con un’anteprima prevista per il 10 nel capoluogo umbro. Insieme a Batisti la presidente della Fondazione Perugia musica classica, Anna Calabro e gli assessori alla cultura del Comune di Perugia, Teresa Severini, e della Regione, Fernanda Cecchini.
Il programma Le musiche di Bach e Haendel sono quelle scelte per l’apertura, all’interno della basilica di San Pietro, dall’ensemble vocale e strumentale londinese La Nuova Musica, diretta da David Bates. Il finale invece, sarà al teatro Morlacchi con l’Orchestra di Santa Cecilia (diretta da Juraj Valcuha) che eseguirà gli oltre 50 minuti della prima sinfonia di Mahler e pagine di Beethoven come l’ouverture «La consacrazione della casa» e il celeberrimo terzo concerto per pianoforte e orchestra. Per quanto riguarda l’anteprima invece nella cattedrale di Perugia risuoneranno i vespri settecenteschi legati al Sacro Convento di Assisi con, a seguire, una mezzanotte bianca che porterà la musica nel centro storico della città. Legato al tema scelto come filo conduttore dell’edizione, da segnalare il concerto «Voci sacre: tre fedi un solo Dio» nella chiesa templare di San Bevignate, nel quale tre donne (Patrizia Bovi, Francoise Atlan e Fadia Tomb El-Hage) canteranno temi della tradizione ebraica, cristiana ed islamica.
Da Paart a Vivaldi Nella basilica di San Francesco invece si potrà assistere ad un concerto con musiche molto differenti tra di loro: protagonisti saranno «le voci immacolate» dell’ensemble vocale The Tallis Scholars, che canteranno composizioni polifoniche rinascimentali e pagine di Arvo Paart, in occasione dell’ottantesimo compleanno del compositore estone. Durante la presentazione poi è stato posto l’accento anche sull’Orchestra da camera di Perugia, una formazione di giovani che la Fondazione vuole valorizzare. A loro toccherà eseguire la parodia scritta da Bach a partire dallo Stabat Mater di Pergolesi e il Salmo Laudate Pueri di Vivaldi. Sempre da segnalare il coro norvegese Nordic Voices («fra i più perfetti e impressionanti che sia dato oggi ascoltare» dice Batisti), che si esibirà all’abbazia di San Gemini, e una rilettura tra danza e musica dello Stabat Mater di Vivaldi.
Dialogo A Montefalco invece, tra gli affreschi di Benozzo Gozzoli al museo di San Francesco, la giovane Irina Lankova si cimenterà con una pagina decisiva del pianismo, ovvero le Variazioni Goldberg di Bach. «Nell’anno in cui la Sagra raggiunge il traguardo venerabile della settantesima edizione – spiega Batisti -, la proposta di programma intende risalire alla fonte più antica della nostra spiritualità espressa in canto e tradotta in musica. Il Libro dei Salmi, il Salterio, è una sorgente inesauribile di poesia e di musica da cui si libra il canto dell’anima». Un’edizione all’insegna del «dialogo fra culture, fra musicisti, fra le epoche e fra le fedi».
