di Silvia Colangeli
«Ringrazio ancora una volta questa città per il regalo più bello che mi ha fatto: la laurea in filosofia». Queste le parole pronunciate da Brunello Cucinelli appena ricevuto il premio alla cultura 2014, assegnatogli dall’Accademia del Dónca e dal Comune di Perugia. A premiare l’imprenditore, il fondatore dell’Accademia del Dónca Sandro Allegrini e l’assessore alla cultura del capoluogo umbro Teresa Severini.
Le motivazioni «L’aver dimostrato, con umiltà, un attaccamento vero all’identità perugina, di cui è divenuto un esportatore e un custode». Queste alcune delle ragioni del premio, lette durante la cerimonia, che si è svolta lunedì 6 ottobre al teatro Morlacchi. Ma oltre alle parole, sono stati ricordati i fatti. Cucinelli, già premiato in tutto il mondo per le sue idee sull’imprenditoria etica, quest’anno si è distinto per aver finanziato il restauro dell’Arco Etrusco e le attività del Teatro Stabile dell’Umbria. L’imprenditore, su richiesta della figlia che si trovava lì per motivi di studio, ha anche contribuito alla costruzione di un ospedale in Malawi.
Parla lady Cucinelli Durante la premiazione la giornalista Donatella Miliani ha intervistato Brunello Cucinelli ed ha coinvolto anche la moglie, Federica Benda: «Scusate – ha esordito la signora Cucinelli – non sono molto abituata a parlare in pubblico. Viviamo a Solomeo da quando siamo sposati, cioè 43 anni, non abbiamo mai cambiato casa. Io ringrazio mio marito perché oggi il nostro paese è conosciuto in tutto il mondo. Credo e cerco di fare una vita molto normale, frequento ancora le amiche di una vita. Certo, viaggio molto, ma ritorno volentieri ogni volta a casa».
Elogio alla normalità Della stessa opinione anche il marito, che citando Marco Aurelio e San Francesco ha sottolineato: «All’estero viene premiata la mia normalità, la qualità della vita che faccio si rispecchia in tutti i miei prodotti. Noi, e includo anche Perugia, siamo un paese ed è proprio questo che ci rende speciali. Il premio che ritirerò il 23 ottobre a New York è per tutta l’Umbria».
Ottimista in cifre L’imprenditore ha dimostrato ancora una volta tutto il suo ottimismo, partendo dalle parole del Papa sulla povertà e finendo sul calo dei consumi: «Lo dirò anche a Ballarò domani sera: perché si dovrebbe tornare al consumismo? Spendere come si faceva fino a 6-7 anni fa non era sano. Noi italiani siamo avanti perché lo abbiamo capito da un po’. L’occupazione fra due o tre anni tornerà ad aumentare e non lo dico solo perché sono ottimista, sono anche quotato in Borsa». Il re del cachemire ha poi raccontato la sua non proprio brillante carriera scolastica: «Ho lavorato tanto, ma lo studio scolastico non ha mai fatto per me. Io credo che i veri creativi non debbano sapere tutto, ma farsi anche guidare dall’istinto»
Gli umbri speciali Secondo Cucinelli gli umbri sarebbero «fieri, testardi, tolleranti e pieni di umanità. Per questo oggi siamo destinati alle produzioni di livello altissimo. Per la manifattura normale ci sono altre aree del mondo». E sul restauro dell’Arco Etrusco ha detto: «Non si tratta di soldi, ma di volontà. Anche con 50 euro si può decidere di contribuire al bene della città».
