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venerdì 22 gennaio - Aggiornato alle 01:47

Covid e spettacolo dal vivo, i lavoratori ricevuti dall’assessore: tavolo regionale e fondo straordinario

Settore in emergenza anche per la crisi causata dalla pandemia. Il movimento ADU (Attori e danzatori dell’Umbria) dopo il confronto con Agabiti: «Non possiamo aspettare ancora»

Lavoratori dello spettacolo durante una manifestazione

di Dan. Nar.

I lavoratori professionisti del settore dello spettacolo dal vivo, come è noto, hanno dato vita in tutto il territorio nazionale ad associazioni informali di categoria per affrontare la drammatica situazione seguita all’emergenza sanitaria. Fra questi movimenti, “Attori e Attrici Uniti” ha assunto una declinazione regionale denominata “ADU, Attori Attrici, Danzatori e Danzatrici dell’Umbria”. Dopo i primi incontri nei mesi scorsi con la Terza commissione in consiglio regionale per portare all’attenzione le problematiche del settore e dopo “150 giorni di attesa”, come riportano gli stessi protagonisti, ieri c’è stato anche un confronto con l’assessore regionale alla cultura Paola Agabiti che si è impegnata – fanno sapere – ad istituire un tavolo di lavoro regionale per concertare, insieme ad imprese e lavoratori e sindacati, un piano di ripartenza per affrontare l’emergenza e per articolare una riforma strutturale della legge 17 e di tutto il comparto di finanziamento regionale allo spettacolo. Oltre ad annunciare, evidenziano fiduciosi sempre dall’ADU, un fondo straordinario di sostegno entro il 2020.

Percorso In data 30 giugno 2020, la Terza Commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Eleonora Pace, ha ascoltato in audizione il Coordinamento di ADU. Nel corso dell’audizione era emersa chiaramente la necessità di tutelare i lavoratori del mondo dello spettacolo rimasti scoperti da un adeguato sostegno; la revisione della legge regionale ‘17/2004 per il finanziamento allo spettacolo dal vivo; la costituzione di un registro regionale dei lavoratori del settore; ma soprattutto l’istituzione di un tavolo di lavoro con imprese, lavoratori e istituzioni per affrontare l’emergenza e le linee guida della ripartenza anche attraverso una programmazione culturale regionale straordinaria che consenta di far vivere il settore, attualmente fermo, puntando sul coinvolgimento dei lavoratori e delle imprese del territorio. In tale occasione, Paola Fioroni, vicepresidente dell’assemblea legislativa, oltre a farsi portatrice delle suddette richieste presso l’assessore Agabiti, aveva anche sottolineato che “nel bilancio sono stanziati 2,5 milioni di euro di fondi Fesr per le imprese dello spettacolo e i 7 milioni del Fse per i lavoratori autonomi senza tutela”.

Enormi difficoltà A seguito di tale incontro, i rappresentanti di ADU avevano precisato di essere “ben consci che il periodo storico che stiamo vivendo è assai complesso e che ogni settore ha scoperto delle sue criticità strutturali a causa dell’esplosione della pandemia”. Ritenevano però “doveroso e necessario” affrontare il problema facendo ulteriori passi avanti, “in quanto i lavoratori che ADU rappresenta si trovano, esattamente come molti altri cittadini, ad affrontare enormi difficoltà senza adeguate tutele e soprattutto senza alcun piano per il futuro”. “Siamo ancora oggi – spiegano dall’ADU – lavoratori che non possono contare su uno strumento di sostegno congruo nell’intermittenza che il nostro mestiere per natura possiede, e costretti ad avvalerci di indennizzi calibrati su altri settori lavorativi, con nessuna tutela basilare come malattia, gravidanza, ecc…”.

Tavolo e fondo regionali Lunedì 30 novembre ha quindi avuto luogo un nuovo confronto, promosso sempre dalla Terza Commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, tra i rappresentanti di ADU, l’assessore Agabiti e la dirigente del settore Cultura Antonella Pinna. Durante l’incontro Agabiti – evidenziano dall’ADU – ha ribadito il suo impegno per l’istituzione di un tavolo regionale e informato Adu di un importante azione che vede la Regione Umbria stanziare un fondo di sostegno straordinario ai lavoratori dello spettacolo entro la fine del 2020. Durante l’incontro si sono condivisi punti e riflessioni interessanti sul futuro del settore dello spettacolo che vedono l’assessore Agabiti “fortemente motivata ad innovare e rilanciare tutto il comparto in un piano di sviluppo a lungo termine che si preoccupi di progettare non solo il 2021 alle porte ma soprattutto gli anni prossimi”.

Discriminazione tra soggetti L’assessore ha ascoltato e verificato anche nello specifico del decreto regionale attuale, lo stop obbligato delle attività per tutte le Associazioni Culturali che, purtroppo, ha generato l’impressione di un totale disconoscimento delle criticità di questo comparto lavorativo che, in assenza di una disciplina giuridica propria, opera perlopiù attraverso gli strumenti normativi del non-profit. Quindi nei fatti tale disposizione ha impedito ad alcuni professionisti di poter portare avanti attività di produzione mentre ad altri colleghi, inquadrati in altre ragioni sociali, non lo ha impedito, verificando nei fatti una discriminazione involontaria ma reale tra i soggetti professionali del territorio.

Piano per distribuzione risorse La richiesta di ADU è stata dunque quella di costituire immediatamente e comunque non più tardi di fine gennaio 2021, il tavolo di lavoro promesso per affrontare una situazione drammatica che, anche a emergenza conclusa, non avrà una ripresa immediata e automatica. “Senza un piano organico di distribuzione delle risorse – spiegano dall’ADU – sarà impossibile immaginare di uscire da una crisi strutturale senza precedenti come già è avvenuto nella falsa ripartenza estiva dove, è bene ribadirlo, circa il 70% dei lavoratori è rimasto senza alcuna possibilità d’impiego”. ADU sottolinea l’importanza di apportare quel cambiamento necessario per la salvaguardia e la tutela dei professionisti dello spettacolo e chiede ufficialmente alla Regione Umbria di istituire quanto prima il tavolo di lavoro per iniziare una collaborazione tra istituzioni, imprese e lavoratori, nel segno di un dialogo costruttivo che porti a risultati concreti e finalmente ad un cambiamento. “Non possiamo permetterci di aspettare ulteriormente – concludono dall’ADU –, farlo significherebbe ritardare ancora provvedimenti necessari alla nostra categoria. Significherebbe considerarci ancora invisibili”.

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