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domenica 19 settembre - Aggiornato alle 13:29

‘Coi piedi per terra’, l’inno alle vette dei monti Martani fa sognare il pubblico di Carsulae

La mente sale prima delle gambe e il cuore cerca l’altrove: sul palco Mazzilli, i Tranceltic, la sensibilità di Diamanti e il ricordo di Zavfka

di M.R.

A fare da sfondo solo l’immenso , suggestivo e spettacolare sito archeologico di Carsulae, in sottofondo i grilli, quando non sono i Tranceltic a portare l’immaginazione in cima alle vette che Simone Mazzilli, con emozione vera e sincera, racconta, quasi a dipingerle. Questo lo scenario che si è aperto venerdì 23 luglio (con una settimana di ritardo rispetto al programma, per via del maltempo), al pubblico di ‘Coi piedi per terra’, lo spettacolo nato da un’idea di Gianluca Diamanti e prodotto dall’associazione Stefano Zavka, in collaborazione con Vette in vista.

VIDEO

Coi piedi per terra Un’esperienza che non è solo intrattenimento, ma anche storia, riflessione. Un’avventura. Un appassionante ed appassionato viaggio alla scoperta di linee sinuose, patti tra l’uomo e la natura, tradizioni, volti… Coi piedi per terra è la narrazione di un escursionista che ama perdere il flusso delle lancette e lasciare che il tempo sia scandito da aurore e tramonti, lune piene e soli splendenti, il racconto di chi sale in cerca delle proprie radici, sui passi dei propri avi, e prova soddisfazione nel vedere dietro di sé la valle farsi piccola, assieme a tutti i suoi comfort, assieme a tutte le sue scorie e sovrastrutture. È il viaggio di chi in montagna trova l’isola che non c’è, fra mari di nebbia e distese verdi, il sentiero di chi respira forza e spiritualità, vince la dicotomia tra ateo e credente perché scorge il Divino e ha curiosità di conoscere chi tra quelle vette ha scelto di viverci. Simone Mazzilli diverte e si diverte, si emoziona e commuove, viaggia con la mente e accompagna lo spettatore nella sensibilità di Gianluca Diamanti, il giornalista ternano, un ‘vagabondo della Valnerina’, che ha scritto il copione, fatto proprio dallo stesso Mazzilli. E filastrocche e nomi e curiosità e cenni storici ci entrano dentro con tutti gli scarponi da trekking, come pure la sorte ironica e beffarda del funerale di Scoppio coincidente con la celebrazione di un matrimonio. Ma forse il borgo fantasma di Acquasparta poi, non è del tutto morto.

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