Eugenio Guarducci

di M.T.

Se a Perugia Guarducci si allea con il Clero e ottiene il ‘Chocobar’ sotto le logge di ‘Fortebraccio’, ad Assisi cambia ‘la musica’. Qui, nei panni di assessore, l’associazione difesa dal clero è tenuta fuori dal ‘tempio del Comune’ che non rinnova la convenzione a ‘Dare’ per il teatro ‘Metastasio’. La vicenda è complicata e la battaglia è stata disputata particolarmente tra le mura di Assisi, sui social, a colpi di post. Ma il riassunto dice che l’associazione ‘Dare’, dopo anni di attività e di promozione di spettacoli religiosi e di danza, deve trovarsi un altro alloggio ora, perchè da quando Guarducci è assessore, ovvero da quando c’è la nuova giunta, cambiano i giochi e quel teatro ritorna al Comune. Lo dice lo stesso Guarducci a cui risponde, puntualmente, don Vittorio Peri, massima autorità per la cultura in seno alla curia, nel ruolo di vicario episcopale.

Guarducci «L’associazione ha chiesto di prolungare la convenzione ma il Comune intende riprendersi il Teatro Metastasio – è quanto avrebbe detto Guarducci, secondo la cronaca di Assisinews –. Noi non intendiamo cacciare nessuno, ma bisogna capire che quello spazio è di tutti e va gestito in modo da lasciare spazio ai protagonisti dei vari settori dell’arte. Non si tratta di darlo alla destra o alla sinistra, ma di ridare alla cittadinanza di Assisi il proprio teatro comunale perché svolga una funzione che è per tutti e non solo per i pellegrini e i turisti di passaggio». Il giornale di Assisi riporta anche che «Nel gruppo Facebook ‘Sei di Assisi se’, l’assessore aggiunge: ‘Nulla contro Dare. Anzi: ha coperto parzialmente un vuoto progettuale che la Città di Assisi non può più permettersi di coltivare e per questo va ringraziata. Chi già c’era e chi avrà idee e voglia di fare e di dare verrà ascoltato e auspicabilmente coinvolto dall’amministrazione comunale’.

Don Vittorio Peri Pronta la risposta di don Vittorio Peri: «Non entro nel merito delle ragioni di ordine istituzionale, ritengo però opportuno, sulla base di una lunga e diretta conoscenza della Compagnia teatrale di Carlo Tedeschi – della quale, insieme al francescano p. Vittorio Viola dei frati Minori e oggi vescovo di Tortona, ho seguito in diversi modi il cammino spirituale – dare alcune informazioni e presentare qualche considerazione che spero possa favorire un positivo esito della vicenda mediante un dialogo pacato e propositivo. Ci si poteva attendere, in una città a prevalente fisionomia turistica com’è Assisi, un’attenzione non solo alle pur legittime esigenze dei residenti ma anche a quelle dei suoi visitatori – pellegrini, più che semplici turisti – dai quali la Città trae gran parte delle sua risorse economiche. Rilevo poi con tristezza un ignobile tentativo, diffuso tramite facebook, di infangare moralmente i giovani attori e tecnici della Compagnia: ‘Vai a vedere i bivacchi in galleria o i camerini convertiti in non si sa che cosa’, si è avuto l’impudenza di scrivere: una indegna insinuazione (‘morbo pestifero’, la definiva s. Francesco) che appare anche ridicola a chi conosce direttamente questo gruppo di giovani e di adulti, esemplari sotto ogni aspetto: umano, morale artistico e spirituale. La loro presenza, ha spinto il nostro Vescovo a mettere a loro disposizione una capiente abitazione nei pressi di Assisi, ristrutturata poi con le loro forze. La Curia diocesana ha dato il suo patrocinio». Il prelato arricchisce la sua lettera con un elenco di precisazioni.

Le puntualizzazioni «1. le varie utenze del teatro sono da anni totalmente a carico dalla Compagnia e non del Comune;
2. i giovani attori e tecnici non hanno mai utilizzato il teatro come dormitorio; l’unica brandina nei pressi del palcoscenico serve da pronto soccorso per eventuali infortuni;
3. la Compagnia ha svolto una programmazione di natura prevalentemente religiosa, soprattutto perché questo è il genere preferito dal pubblico;
4. il teatro è stato utilizzato non in modo esclusivo dalla Compagnia dato che l’amministrazione comunale, in base alla convenzione, ha avuto la possibilità di utilizzarlo per 30 giorni l’anno con iniziative proprie o di altri enti e associazioni: senza oneri per nessuno e, anzi, con la gratuita collaborazione dei giovani attori e tecnici;
5. non corrisponde a verità che la Compagnia abbia utilizzato il teatro gratuitamente. Le precarie condizioni tecnico-strutturali in cui esso si trovava nel 2008, quando iniziò la regolare programmazione, resero necessari molti e onerosi lavori che furono eseguiti, con qualche aiuto del Comune, soprattutto dalla Compagnia per un importo di oltre 150 mila euro, oltre al determinante volontariato dei soci dell’Associazione ‘Dare’ cui la Compagnia fa capo. Un lavoro che potrebbe essere considerata un affitto anticipato;
6. grazie alla Compagnia, qualsiasi gruppo di almeno 25/30 persone ha avuto in questi anni la possibilità di assistere al Metastasio, su richiesta, al musical di turno: non solo ogni giorno, ma anche nell’ora scelta dallo stesso gruppo. Una opportunità, probabilmente unica nel mondo teatrale, della quale hanno ovviamente potuto fruire residenti e visitatori;
7. in questi otto anni di programmazione oltre 100 mila sono stati gli spettatori che nel Metastasio hanno assistito ad oltre mille rappresentazioni: mediamente 12.500 l’anno;
8. dall’anno 2010 circa 350 sono stati i bambini e i ragazzi di Assisi che hanno frequentato regolari corsi di danza classica e acrobatica, recitazione, canto, ecc. riconosciuti anche dalla Royal Accademy of dance di Londra che ogni anno ha inviato un esperto per le prove d’esame. I corsi di danza moderna sono invece riconosciuti dall’Istd della stessa città inglese».

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