di Giorgia Olivieri
Intellettuale poliedrico, artista multiforme, premio Nobel per la letteratura: l’Umbria celebra il centenario della nascita di Dario Fo con un anno di eventi che coinvolgerà oltre 100 Paesi e 100 città italiane, a partire da Perugia, Gubbio e Spoleto. Un programma itinerante che punta a restituire la complessità artistica di Fo e a generare un’onda lunga fino al 2029, anno in cui ricorrerà il centenario della nascita di Franca Rame, compagna di vita e di scena del grande maestro.
Umbria al centro Partirà dall’Umbria, terra scelta da Dario Fo come “buen retiro” creativo, l’anno di celebrazioni promosso dalla Fondazione Fo Rame insieme alle istituzioni regionali e locali. Gli eventi, in programma da marzo 2026 a marzo 2027, con alcune anticipazioni già da ottobre 2025, comporranno un calendario ricco di appuntamenti – spettacoli teatrali, mostre, giornate di studio, masterclass, proiezioni e produzioni audiovisive – dedicati a un artista che ha saputo coniugare satira, arte e impegno civile.
100 anni 100 Paesi Al centro del progetto ci sarà l’ambiziosa iniziativa 100 anni per 100 Paesi, ideata dalla Fondazione Fo Rame, che prevede cento eventi in almeno cento Stati e altrettante manifestazioni diffuse in tutta Italia. L’obiettivo è testimoniare la straordinaria diffusione mondiale del repertorio Fo-Rame, tradotto in 54 lingue e portato in scena in 78 Paesi con oltre 7.000 produzioni. «Pochi sanno che Dario e Franca sono tra gli autori più rappresentati e tradotti al mondo – sottolinea la nipote e presidente della Fondazione, Mattea Fo – Questo anno servirà a ribadire il loro ricordo e aiuterà le nuove generazioni a scoprire l’attualità dei loro testi». Anche Stefano Bertea, responsabile degli archivi Fo-Rame, ha spiegato che «la rassegna si estenderà in tutto il mondo, dall’Africa all’Australia, passando per l’India, Paesi in cui l’eredità culturale di Dario Fo è ancora viva».
Le iniziative Tra gli appuntamenti già annunciati, di un programma in divenire, spiccano un convegno internazionale articolato in cinque giornate di studio itineranti tra Milano, Pisa e Roma, con la partecipazione delle principali università italiane e straniere, e nuove produzioni teatrali che porteranno in scena i classici del repertorio Fo-Rame. Anche il patrimonio letterario dei due autori tornerà protagonista, con la ripubblicazione di alcune delle opere più celebri e con edizioni speciali dedicate al Centenario.

Perugia, Gubbio e Spoleto L’Umbria presenterà al pubblico anche la produzione pittorica del premio Nobel. Perugia, nel museo di Palazzo della Penna, ospiterà nel 2026 una mostra dedicata alle rappresentazioni di San Francesco realizzate da Fo, in coincidenza con l’ottavo centenario del Poverello. Una mostra che, secondo il vicesindaco e assessore alla Cultura Marco Pierini, «consentirà di approfondire l’amore di Fo per l’arte, in un luogo che sarà interamente invaso dalle sue opere e che terrà insieme, in maniera magica, i due centenari». Gubbio proporrà, sempre nel 2026, una mostra a Palazzo dei Consoli sul tema di San Francesco e il Lupo. L’assessora alla Cultura Paola Salciarini ha ricordato il legame storico tra Gubbio e la famiglia Fo, «che risale a 45 anni fa, quando Jacopo creò la Libera Università di Alcatraz, da cui oggi nasce il progetto Kore de Alcatraz, che offre supporto sociale alle donne in difficoltà vittime di violenza». Anche Spoleto celebrerà Fo con un focus teatrale: nei saloni della Rocca, in primavera, saranno installati alcuni grandi fondali e monumentali elementi scenici conservati a Verona, protagonisti delle sue creazioni. Il direttore della Galleria nazionale e dei Musei civici umbri, Costantino D’Orazio, ha inoltre anticipato una collaborazione con il Festival dei Due Mondi, in programma a giugno.
Oltre il centenario La promozione dell’eredità culturale di Dario Fo e Franca Rame andrà oltre le celebrazioni per il centenario. L’assessore regionale alla Cultura, Tommaso Bori, ha annunciato che, in caso di accoglimento della candidatura dell’Umbria come regione ospite al Salone del libro di Torino, le pubblicazioni di Fo saranno al centro del contributo regionale. Anche la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha sottolineato la centralità del patrimonio culturale di Fo come «memoria carsica della nostra città e occasione per recuperare elementi fondanti della nostra identità».
