La biga di Monteleone
La biga di Monteleone esposta al Met di New York

di Chia.Fa.

Il Comune di Monteleone di Spoleto non arretra nella lunga battaglia iniziata ormai oltre venti anni fa per riportare a casa la Biga che a inizio Novecento ha solcato l’oceano ed è poi approdata, dove è tuttora esposta, al Metropolitan di New York.

Sì, perché la sindaca Marisa Angelini, attraverso l’avvocato italoamericano incaricato dal Comune, Tito Mazzetta, il 24 gennaio scorso, ha recapitato al Met un fascicolo che certificherebbe il «trafugamento» del reperto archeologico del VI secolo avanti cristo. Il dossier storico, incardinato su sedici lettere rinvenute circa tre anni fa dallo storico Guglielmo Berattino nella biblioteca civica di Ivrea, è approdato sul tavolo di una commissione di cui si è dotato lo stesso Met per «la revisione delle collezioni e la facilitazione delle restituzioni di oggetti acquisiti illegalmente».

E la risposta non ha tardato ad arrivare, nel senso che l’istituzione culturale di New York il 5 febbraio scorso ha comunicato all’avvocato Mazzetta, «che il materiale testimoniale inviato al Met è stato posto all’attenzione della commissione “creata ad hoc” del dipartimento Affari legali del museo». A fronte del riscontro preliminare ricevuto, la sindaca di Monteleone di Spoleto ha inviato una lettera al ministro Alessandro Giuli, in si legge che «l’interessamento della commissione del Met assume un’importanza davvero cruciale», perché «dopo 21 anni si può finalmente sperare in una concreta possibilità di restituzione della Biga di Monteleone di Spoleto».

Da qui lo sprone al Governo attraverso il ministro competente di fatto sollecitato ad «assumere oggi quelle iniziative andate deluse nel passato per inerzia dei vari ministri, e/o per carenza di atti testimoniali» affinché si possa «riscrivere insieme – si legge nella lettera di Angelini a Giuli – una pagina di storia, di risarcimento e di giustizia di cui il mio piccolo comune e la nostra grande Italia sono stati per più di un secolo privati». La sindaca, infine, si dice «convinta» che «il ministro farà del tutto per il rimpatrio di questo importante reperto archeologico, identitario, unico al mondo, che incarna una parte fondamentale della storia dei popoli italici».



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