La biga di Monteleone
La biga di Monteleone esposta al Met di New York

Il ministero della Cultura ha avviato un’interlocuzione ufficiale con l’avvocato italoamericano Tito Mazzetta per valutare la possibile restituzione della biga etrusca di Monteleone di Spoleto, trafugata nel 1903 e oggi esposta al Metropolitan Museum of Art di New York.

L’incontro A comunicarlo lunedì è stata la sindaca di Monteleone, Marisa Angelini, che da anni guida la battaglia per riportare in Italia il celebre carro funebre del VI secolo avanti Cristo. Il ministero ha risposto positivamente alla richiesta formale trasmessa dalla sindaca, esprimendo disponibilità a un incontro in videoconferenza con l’avvocato Mazzetta. «La svolta è arrivata grazie anche alle recenti scoperte del dottor Guglielmo Berattino» scrive Angelini, sottolineando come queste ricerche abbiano rafforzato «la fondatezza delle richieste già avanzate a livello istituzionale».

La scoperta La biga fu scoperta per caso nel 1902 da un contadino nella tomba di un notabile sabino. Costruita intorno al 560 avanti Cristo da un artista greco attivo a Vulci, fu venduta per poche lire e, passando di mano in mano, finì prima a Parigi e poi negli Stati Uniti. Da oltre vent’anni il Comune di Monteleone sostiene che l’esportazione del reperto avvenne in modo irregolare, in violazione delle leggi italiane già vigenti all’epoca.

Il dossier Nel gennaio scorso l’avvocato Mazzetta ha trasmesso al Metropolitan Museum un dossier documentale curato dallo storico Guglielmo Berattino, che ruota attorno a sedici lettere scoperte nella biblioteca civica di Ivrea. La documentazione è ora al vaglio della commissione legale del museo newyorkese incaricata di verificare la legittimità delle opere acquisite in passato.

La sindaca Il Comune ha accolto con soddisfazione l’apertura del ministero italiano, definendola «un passo istituzionale che potrebbe segnare un momento decisivo nel percorso verso il riconoscimento della verità storica e giuridica sulla vicenda della biga». Per la sindaca Angelini si tratta di «un dovere morale non abbandonare il confronto per la restituzione della biga, reperto unico al mondo, di fondamentale importanza per lo studio della storia dei popoli italici». In una lettera indirizzata al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, la sindaca ha inoltre evidenziato come, dopo oltre vent’anni, ci sia finalmente una «concreta possibilità di restituzione» e ha invitato il Governo ad «assumere oggi quelle iniziative andate deluse nel passato per inerzia dei vari ministri, e/o per carenza di atti testimoniali».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.