di Daniele Bovi
Oltre 650 mila euro, per la precisione 659 mila per quello che nelle intenzioni della nuova amministrazione comunale vuole essere «uno degli eventi più significativi dell’anno in Italia». Un appuntamento al quale palazzo dei Priori, in particolare l’assessorato alla Cultura, lavora da molto tempo come testimonia la polemica delle scorse settimane. Aprirà i battenti a Perugia il 24 aprile prossimo «La percezione del futuro – La collezione Panza di Biumo a Perugia», mostra che interesserà diverse sedi espositive della città. Nella storia del collezionismo d’arte Giuseppe Panza di Biumo occupa un posto prestigioso: insieme alla moglie, Rosa Giovanna, nei decenni del secondo Novecento ha dato vita ad una delle più straordinarie raccolte d’arte contemporanea che si conoscano.
La collezione Stando ai cataloghi di qualche anno fa, oltre 2.500 pezzi: dalla pop art degli anni Cinquanta e Sessanta all’arte concettuale, minimale, informale. Un catalogo che racconta la storia dell’arte contemporanea del secondo Novecento. Tra le sue mani, solo per citare alcuni artisti, passano le opere di Segal, Kline, James Turrell, Dan Flavin con i suoi tubi fluorescenti e via così fino ai monocromi. Una parte consistente di quanto collezionato nel corso dei decenni si trova in alcuni dei più importanti musei del mondo, come il Guggenheim di New York o il Moca di Los Angeles, mentre oltre cento opere sono nella splendida villa settecentesca Menafoglio Litta Panza di Biumo, a Varese, casa di famiglia donata al Fai nel 1996.
Il progetto Secondo il progetto approvato da palazzo dei Priori dal 24 aprile 2015 al 10 gennaio 2016 saranno esposte 120-140 opere della collezione, disposte nelle sedi espositive citate «tematicamente in rapporto ai diversi spazi espositivi». In particolare l’idea di Alfonso Frattegiani Bianchi, artista e amico del grande collezionista, e dell’assessore Teresa Severini è quella di collocare pitture e sculture di piccole e grandi dimensioni, «scelte ad hoc per ciascuno spazio in modo da riproporre al visitatore un percorso che evidenzi i grandi gruppi tematici in cui si suddivide la collezione Panza: minimal art, arte concettuale, arte ambientale o arte della percezione, forma vitale, pittura Monocromatica, pop art e neo pop».
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La mostra La delibera della giunta è accompagnata da un piccolo documento di sei pagine in cui si spiega come si cercherà di inserire le opere nel contesto che le ospiteranno; un fattore fondamentale per la riuscita di una mostra quello di un accostamento appropriato, di una chiave di lettura scientificamente solida, di un progetto e di una ricerca scientifica alla base di tutto il lavoro. Per quanto riguarda quest’ultima bisognerà attendere i prossimi mesi: al momento si parla infatti di un «nuovo modello organizzativo, volto a coinvolgere i più importanti musei e spazi espositivi perugini in un itinerario composito nel quale articolare un affascinante dialogo tra “antico” e “moderno”, tra passato storico e presente dell’arte».
Connubio Nelle intenzioni il percorso espositivo, il «connubio» tra gli edifici storici e i lavori di arte contemporanea rifletterà lo spirito di Giuseppe Panza. Poi si parla dell’importanza, per gli artisti in mostra, del rapporto con l’ambiente che contiene le loro opere e del «pensiero» come filo conduttore: «Ciò che unisce il progettista dell’edificio, il decoratore che ne ha impreziosito gli spazi e, oggi, l’artista che vi espone la sua opera, il collezionista che l’ha acquistata e il curatore che l’ha selezionata per la mostra è il pensiero». Con la mostra si vorrebbe offrire una «chiave di lettura originale dell’intera città», poiché «invita il visitatore ad attraversare i diversi spazi in cui essa si articola come un tutto unico con le opere che contiene, uno stimolo irresistibile a conoscere la storia ma anche a valutarne la piena attualità».
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Più turisti Quanto alle finalità dell’evento, fondamentalmente consiste nell’incrementare il flusso turistico e nel «veicolare l’immagine di Perugia in un contesto nazionale e internazionale». Una «mostra diffusa al servizio della promozione dell’Umbria» e che sarà promossa attraverso un battage pubblicitario sulla stampa nazionale e internazionale da far partire con largo anticipo. In programma anche conferenze, concerti, concorsi e incontri con artisti «destinati a tenere viva l’attenzione sulla mostra durante tutto il periodo di apertura». Concludendo con i costi, il Comune nei giorni scorsi ha incassato il contributo di 100 mila euro della Fondazione Cassa di risparmio dell’Umbria, ma gli oltre 550 mila sono tutti da trovare viste le ristrettezze del bilancio del municipio.
Twitter @DanieleBovi
