di Gil. San

E’ nelle librerie di tutta Italia “AI come AnsIA”, il nuovo libro della giornalista umbra Sonia Montegiove, che mette a disposizione le sue competenze di ingegnere informatico e di esperta di formazione e comunicazione per “spiegare” l’intelligenza artificiale. Esplicativo in tal senso il sottotitolo: ‘Cosa dobbiamo sapere per spiegare ai più giovani a convivere con l’intelligenza artificiale’.

Tema dunque particolarmente attuale e coinvolgente, continuo oggetto di riferimenti, spesso inesatti, sensazionalistici o approssimativi. Il libro (Apogeo Edizioni, 240 pag, 20 euro) nasce proprio in risposta a questa confusione che, appunto, genera anche ansia. E’ pensato come una mappa pratica e accessibile ed offre strumenti per riconoscere opportunità e rischi, valutare l’affidabilità delle informazioni e impostare un dialogo sereno per accompagnare le nuove generazioni nella scoperta di un mondo in rapidissima evoluzione quale è quello dell’intelligenza artificiale generativa.

‘Adottando la metafora dell’AI come un potente farmaco da banco – si legge nella sinossi – il volume ne esplora il “bugiardino”, offrendo chiarezza su benefici – può facilitare lo studio, il lavoro e la creatività –, indicazioni terapeutiche e controindicazioni – dal calo dell’attività cerebrale documentato in alcuni studi, fino ai pericoli emotivi delle relazioni digitali simulate’. Il libro, sia chiaro, non è un tentativo di demonizzare la tecnologia, anzi: vuole aiutare ad imparare a riconoscerla, comprenderla e usarla in modo critico e costruttivo.

«L’obiettivo – spiega l’autrice – è semplice: “hackerare il sistema” per capire come funziona l’intelligenza artificiale e integrarla nella vita di tutti i giorni, perché la consapevolezza si costruisce con la conoscenza, un passo alla volta”.

Sonia Montegiove, da sempre impegnata nell’educazione al digitale e nell’uso consapevole delle tecnologie, ha pubblicato diversi libri sul tema. Il suo lavoro più recente, scritto a quattro mani con Chiara Lalli, è “Mai dati”, un’inchiesta giornalistica e una riflessione sulla centralità dei dati nell’informazione.

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