di Lucia Caruso

Arriva in concomitanza con l’anniversario della morte di Antonio Gramsci (27 aprile) l’ordine del giorno, presentato da Nicola Mariuccini, e votato all’unananimità dalla Commissione Cultura del Comune di Perugia, con il quale si chiede la messa in sicurezza dell’opera “Per Gramsci 1989” di Colombo Manuelli.

L’opera di Manuelli, artista che vive e lavora a Perugia, e che ha ricevuto consensi a livello nazionale ed internazionale attraverso riconoscimenti ed esposizioni nell’ambito di manifestazioni di indiscusso rilievo, è di grande valore artistico. Un muro, composto da 11 fila di pietre che rappresentano gli anni di prigionia dell’intellettuale sardo, in cui quell’unica fessura non solo è lì ad invocare la libertà, ma tesse un rapporto tra l’opera stessa e la città creando una stretta connessione dunque tra arte e tessuto urbano.  All’apparenza l’installazione pare essere sospesa in uno spazio altro, ma proprio grazie all’assenza di una pietra si amalgama completamente al contesto lasciandosi attraversare da una porzione di quotidianità.  “E’ un’opera – sottolinea Nicola Mariuccini, consigliere del Comune di Perugia –  che con la sua unica fessura resta a tutto oggi immutabile nella rappresentazione del “pensiero che non si arresta”, ma che, attraverso la metafora gramsciana della “connessione sentimentale”, è in continua evoluzione e si lega alle trasformazioni urbane passate e future della città di Perugia; esattamente come il rapporto tra governanti e governati, tra intellettuali e popolo-nazione, dovrebbe evolversi fino a raggiungere quella comprensione che è sapere, che è vero spirito di rappresentanza dato dall’adesione organica al sentimento-passione”. La materia, ferma lì, immobile e provocatoria, indaga lo spazio, le sue evoluzioni e i suoi mutamenti, e si lascia scrutare anche dai passanti più distratti, raccontando tra le righe lo stretto rapporto tra politica, filosfia e arte, sempre attuale e inesauribile nella sua narrazione.

Salvaguardare l’opera L’installazione, che si trova a Fontivegge, accanto alla ciminiera della ex Perugina, soffre di alcune problematiche che interessano la prima fila di pietre. L’ordine del  giorno chiede di intervenire per evitare il rischio di decadimento dell’opera e di corredare la stessa con una targa che ne espliciti le fondamentali caratteristiche. “La messa in sicurezza e la valorizzazione dell’opera di Colombo Manuelli – spiega Vincenzo Sgalla –  è un atto meritorio oltre che necessario per la valorizzazione della storia e della tradizione industriale di Perugia. Un’opera dedicata ad Antonio Gramsci e con lui alle lavoratrici e ai lavoratori di Perugia, alla storia e alla tradizione del movimento operaio della nostra città. Collocata peraltro in un luogo oggi diventato oggi simbolo dell’aggressione al lavoro, dopo la morte delle due lavoratrici della Regione barbaramente uccise”. “Voglio ringraziare tutti – dice Mariuccini  – per aver votato  all’unanimità questo ordine del giorno che ha lo scopo di valorizzare l’opera del grande artista perugino, Colombo Manuelli, realizzata in onore di Gramsci, pensatore e filosofo prima ancora che politico”.

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