Un momento dello spettacolo (foto Daniele Amoni)

di Ester Pascolini

A Gualdo Tadino è di nuovo tempo di musical. Dopo il successo, ottenuto lo scorso anno con «Ali D’Angelo», Andrea Fiorentini, Valentina Notari e Lorenzo Evangelisti tornano a capitanare la loro nutrita compagnia di giovani attori. Questa volta il progetto, che si colloca sempre nel filone religioso, si è fatto ancora più ambizioso, tanto che a essere portata in scena, al Teatro Don Bosco di Gualdo Tadino, è la vita di Gesù. Lo spettacolo si intitola «Le tre madri – Opera rock» e procedendo attraverso salti temporali, con incursioni che dal 6 avanti Cristo giungono fino ai giorni nostri, narra la storia della vita di Cristo, nel suo intrecciarsi con quella dei due ladroni, Disma e Gesta. Il filo conduttore è rappresentato dalle madri dei tre uomini, Maria, Leah e Hannah, unite dallo stesso dolore.  Sul palco, oltre alle tre donne, si susseguono tutti i personaggi che hanno avuto un ruolo nella vita e nella morte di Gesù: Maria Maddalena, Ponzio Pilato, Nicodemo, Barabba. 

Viaggio nel tempo La scelta di viaggiare avanti e indietro nel tempo è un efficace espediente narrativo che permette agli autori di spostare l’attenzione anche su temi di grande attualità, come quello della tragedia di Gaza e della nuova schiavitù tecnologica. La musica incalzante, per lo più dal ritmo rock, coinvolge gli spettatori nella narrazione, che è scandita dalle bellissime voci dei protagonisti, come quelle, già note al pubblico, di Samuel Ammar, Gloria Tizzoni e degli stessi Andrea Fiorentini e Velentina Notari. Stupiscono anche le voci degli interpreti più giovani. Le canzoni sono tutte originali e composte interamente da Andrea, con lo zampino, immancabile, di Giampaolo Cavalieri. Ad accompagnare gli attori sul palco c’è anche il corpo di ballo, con quattro ballerine che fanno da sfondo alle storie dei protagonisti danzando sulle coreografie di Lorena Cerretti. 

L’idea La gestazione de “Le tre madri – Opera Rock” prende vita da un aneddoto curioso. La racconta lo stesso Andrea nella prefazione al libro (ispirato dall’omonimo musical) «Le tre madri», scritto da Marco Gubbini, talentuoso giornalista, musicista e autore, insieme ad Andrea, anche della sceneggiatura dello spettacolo: «È una buia notte d’inverno, sto guidando, un po’ assonato, percorrendo la strada dal rientro da uno dei tanti concerti […] apro l’app per ascoltare musica. Tra le ricerche recenti l’occhio mi cade su una canzone di Fabrizio de Andrè tratta da “La buona novella”, dal titolo “Le tre madri”». Da questo avvenimento fortuito nasce l’idea del musical, che verrà condivisa, fin dal giorno successivo, con i suoi collaboratori più stretti, inizialmente un po’ spaventati per la portata del progetto. Questi però si convinceranno rapidamente, spinti anche dall’entusiasmo di Marco Gubbini «sognatore quanto me», scrive ancora Andrea.  Insomma, la squadra è coesa e rodata, e, soprattutto, cosa niente affatto scontata, è in grado di attrarre tanti bambini e giovani disposti a lanciarsi in questa avventura. Un’esperienza bellissima e fortemente educativa, ma faticosa, fatta di mesi di prove, numerose repliche, serate in cui non si va mai a dormire presto. Una prova di impegno e forza di volontà, certamente due elementi essenziali per coltivare qualsiasi passione.

Una delizia Ad arricchire lo spettacolo, questa volta, arriva anche una collaborazione di primissimo livello, quella di Daniele Gelsi, costumista gualdese di fama nazionale, che ha realizzato tutti i costumi dei protagonisti.  Il risultato finale è una vera delizia per gli occhi, un’intuizione creativa che riesce a coniugare l’antico e il contemporaneo: tessuti invecchiati, macramè, ricami, collane e orecchini preziosi, ma anche anfibi con borchie, tatuaggi in bella vista, un lavoro minuzioso sulla scelta dei colori, per un mix insolito ma perfettamente funzionale al racconto.  

Entusiasmo Il vescovo della diocesi di Assisi, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Domenico Sorrentino, ha sposato fin da subito il progetto con grande entusiasmo, così come il vicario generale, il biblista don Giovanni Zampa, che ha revisionato tutti i testi per verificare che non ci fossero incongruenze di alcun genere. Lo spettacolo è stato reso possibile grazie al supporto della fondazione Perugia, del Comune di Gualdo Tadino, dell’associazione Educare alla vita buona e del comitato Settimo centenario Beato Angelo, oltre a quello del main sponsor, Ecosuntek.  Per chi se lo fosse perso, è previsto, a breve, l’annuncio di nuove date, mentre circola insistentemente un’indiscrezione che sembra confermare anche una rappresentazione al teatro Lyrick di Assisi, esattamente come avvenne per «Ali d’Angelo».

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