«Vostra figlia ha provocato un grave incidente e ora rischia l’arresto». A cadere nell’ormai impiegatissima truffa del finto sinistro stradale capitato a un familiare è stata una coppia di ottantenni spoletini che al delinquente hanno consegnato valori per 15 mila euro tra oro e contanti. I fatti risalgono alla fine dell’aprile scorso, ma soltanto ora è stato identificato e denunciato il truffatore. Ergo: il bottino sottratto ai coniugi non è stato recuperato.
Come da copione, gli anziani sono stati contatti telefonicamente da un fantomatico carabiniere, che gli ha raccontato la frottola dell’incidente stradale causato dalla figlia dei due, gettandoli letteralmente nel panico dopo avergli paventato la possibilità che la donna venisse arrestata.
Tanto è bastato per convincere la coppia a rastrellare qualsiasi banconota o gioiello avessero in casa per tentare di evitare guai giudiziari alla figlia. Poco dopo la telefonata un ragazzo si è presentato alla porta dei pensionati per incassare il tesoretto che i due avevano messo insieme poco prima. Dopo essersi fatto consegnare oro e contanti, il giovane si è dileguato.
Nel giro di poche ore, quando cioè i coniugi sono riusciti a parlare con la figlia, comprendendo che era perfettamente libera, regolarmente impegnata nelle sue attività quotidiane e soprattutto che non aveva provocato nessun incidente, i due hanno realizzato di essere stati truffati e sono quindi andati dai carabinieri, stavolta quelli veri, a denunciare il raggiro.
Una serie di indagini hanno permesso di stringere il cerchio su un giovane campano, che aveva già precedenti di polizia. Il ragazzo di 21 anni mostrato in foto ai due ottantenni è stato riconosciuto come il giovane che si era presentato alla loro porta per riscuotere il tesoretto recuperato dai pensionati per assistere la figlia. Ma naturalmente dell’oro e dei contanti portati via agli ottantenni spoletini neppure l’ombra.
