Un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stata emessa dalla Procura di Milano nei confronti di Mattia Lucarelli – 23enne calciatore del Livorno e figlio dell’ex allenatore della Ternana Cristiano – e di un altro calciatore, il 22enne Federico Apolloni, per una presunta violenza sessuale di gruppo commessa lo scorso marzo ai danni di una studentessa americana nel capoluogo lombardo. Reato per il quale sono indagate altre tre persone.
In due ai domiciliari Secondo quanto ricostruito dagli investigatori la giovane americana, dopo una serata in discoteca, avrebbe accettato un passaggio in auto da cinque giovani che, invece di riaccompagnarla a casa, l’avrebbero portata in un appartamento; lì la ragazza sarebbe stata costretta dal gruppo a subire atti sessuali commessi, in particolare, dai due calciatori destinatari del provvedimento cautelare. La denuncia della giovane è scattata dopo alcuni giorni dai fatti. Attraverso l’ascolto di alcuni testimoni e con l’ausilio dei telefoni della vittima gli investigatori sono riusciti a risalire ai cinque.
L’ordinanza Secondo quanto riportato nell’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip di Milano Sara Cipolla, i due avrebbero abusato dello «stato di inferiorità psichica» della studentessa americana che quella sera dello scorso marzo aveva bevuto «dei drink» e che aveva «vuoti di memoria, intervallati da flash», come lei stessa ha raccontato agli investigatori; parole che vengono giudicate credibili e attendibili. «Emerge invero nitidamente dai video che riprendono la violenza e dagli ulteriori atti di indagine, in particolare le intercettazioni ambientali – è detto sempre nell’ordinanza – l’incapacità degli indagati di comprendere appieno il disvalore delle proprie condotte, e la conseguente possibilità che gli stessi reiterino nei propri comportamenti delittuosi, convinti della propria innocenza». A proposito delle modalità e delle circostanze poi il gip parla di «spiccata pericolosità sociale di chi è sottoposto a indagini, certamente tale da rendere assai probabile la reiterazione di analoghi comportamenti».
I video In un video registrato con uno dei telefonini dei giovani si sente Apolloni dire che «se questa chiama la polizia c’inc… tutti». Nell’ordinanza vengono riportate per diverse pagine tutte le espressioni volgari usate dai giovani nel corso delle presunte violenze, mentre la vittima, scrive il gip, «si scagliò» anche contro uno di loro (altri tre gli indagati) manifestando «il proprio dissenso». In «due occasioni», spiega ancora il giudice, la ragazza dice «che deve tornare a casa», ma i «ragazzi non le rispondono». In uno degli audio si sente la studentessa chiedere dove siano il suo telefono e la sua borsa. Tutte le registrazioni si interrompono dopo le sei di mattina, quando i due si sarebbero chiusi in una stanza per abusare della ragazza.
«Non ci importa» I calciatori in altri filmati, girati anche fuori della discoteca e poi in auto, parlano sempre in italiano, con espressioni volgari, e dicono alla ragazza: «Non ci importa… se non capisci». Un quinto video «mostra chiaramente lo stato di confusione» della vittima, spiega il gip, che «non riesce a fare le scale» per salire nell’abitazione. Apolloni, tra l’altro, vuole «impedire che la persona offesa se ne vada, dice agli altri ragazzi di togliere le chiavi della serratura della porta d’ingresso». «Ho sentito il mio corpo come se non fosse il mio» ha raccontato poi la vittima del presunto stupro nel corso dell’incidente probatorio, spiegando di aver presentato denuncia dopo aver riflettuto e dopo essersi confrontata con i suoi genitori. «Quando ho compreso quello che stava succedendo, sono rimasta congelata».
La difesa e il Livorno L’avvocato di Lucarelli, che presenterà ricorso al Riesame per chiedere la revoca dei domiciliari, scrive che il suo assistito «è devastato e incredulo e dice che non c’è stata alcuna violenza». Il legale spiega poi che nel corso delle indagini difensive sono stati fatti accertamenti sul cellulare delle vittime «per capire se nei giorni successivi ci fossero riferimenti compatibili con quanto ha poi denunciato. Invece nelle chat con l’amica che era con lei la sera prima non c’è traccia di quello che ha poi raccontato, ma parlano della vacanza che avrebbero dovuto fare a Barcellona». In una nota il Livorno prendendo atto dei provvedimenti «resta in attesa che venga fatta chiarezza sull’episodio auspicando l’estraneità di Federico e Mattia rispetto agli addebiti contestati».
