È un «quadro di particolare gravità» quello che emerge dai dati 2025, raccolti dalle Procure del distretto umbro, relativi alla violenza di genere. Alla vigilia della Giornata internazionale della donna, in programma domenica, il procuratore generale di Perugia Sergio Sottani ha tracciato un bilancio di un fenomeno «che continua a rappresentare – spiega – una delle principali emergenze sociali e giudiziarie del paese», e che per essere contrastato ha bisogno non solo di repressione ma anche di «prevenzione, formazione, sostegno alle vittime e un impegno culturale diffuso».

I femminicidi Nel corso del 2025 in Umbria sono stati registrati tre femminicidi. Si tratta di Eliza Stefania Feru, uccisa dal marito il 5 gennaio a Gaifana, Laura Papadia, strangolata dal marito il 26 marzo a Spoleto, e Stefania Terrosi, uccisa dal convivente il 30 novembre a Po’ Bandino. Tre casi che, secondo la relazione inviata alla Procura generale della Corte di Cassazione, confermano la gravità del fenomeno nel territorio regionale.

VIOLENZA CONTRO LE DONNE, IL VADEMECUM DI UMBRIA24

Oltre 1.300 procedimenti Complessivamente nel distretto umbro, che comprende le procure di Perugia, Terni e Spoleto, l’anno scorso sono stati iscritti 1.316 procedimenti per reati riconducibili al cosiddetto Codice rosso, cioè quelli legati a violenza domestica e di genere. In circa trecento di questi casi le procure hanno adottato misure cautelari subito dopo la denuncia dei fatti, con interventi ritenuti necessari per la tutela immediata delle vittime.

Casi in aumento Il numero più alto di procedimenti si registra alla Procura di Perugia, con quasi 600 casi. Un dato che ha reso necessario rafforzare l’organizzazione interna degli uffici, introducendo anche «un turno dedicato alle urgenze per garantire interventi tempestivi a tutela delle vittime». Un aumento dei casi si registra anche negli altri uffici giudiziari del distretto. A Terni i procedimenti sono quasi raddoppiati negli ultimi due anni, arrivando a 380 nuove iscrizioni nel 2025. A Spoleto, dove i procedimenti registrati sono stati 350, si è reso necessario aumentare il personale impegnato su questo tipo di reati, soprattutto per l’incremento delle indagini su violenze sessuali, atti persecutori e maltrattamenti.

I minori Un aspetto che Sottani mette in evidenza con particolare attenzione riguarda i minori. La relazione segnala infatti una crescita di comportamenti violenti nelle relazioni affettive tra adolescenti. Situazioni che spesso si sviluppano anche attraverso strumenti digitali e che richiedono interventi rapidi da parte della giustizia, ma anche azioni di prevenzione e percorsi di educazione alle relazioni.

I penitenziari I dati della Procura generale offrono anche uno sguardo sulla realtà carceraria regionale. In Umbria i detenuti complessivi sono 1.714, distribuiti nei quattro istituti penitenziari presenti nel territorio. Alla casa circondariale di Capanne, a Perugia, l’unica struttura dotata di sezione femminile, si trovano 73 donne detenute su un totale di 501 reclusi. Le donne rappresentano quindi circa il 14,5 per cento della popolazione carceraria dell’istituto e il 4,3 per cento del totale regionale, una percentuale in linea con il dato nazionale. Nel reparto nido della struttura non sono attualmente presenti bambini.

Il protocollo Proprio sul tema della violenza di genere, nelle scorse ore il prefetto di Perugia Francesco Zito ha firmato il rinnovo del protocollo d’intesa per la costituzione della rete territoriale interistituzionale antiviolenza. L’accordo coinvolge la Regione, il Comune di Foligno, la polizia e i carabinieri di Foligno, la Usl Umbria 2 e l’associazione Libera… mente donna. Il protocollo, giunto al terzo rinnovo, punta a rafforzare la collaborazione tra le diverse istituzioni coinvolte per garantire una presa in carico coordinata delle donne vittime di violenza e dei loro figli minori. L’obiettivo è assicurare «la messa in sicurezza della donna vittima di violenza e dei figli minori attraverso percorsi che garantiscano la continuità e dell’integrazione degli interventi», favorendo una risposta più rapida ed efficace nelle situazioni di rischio.

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