di Enzo Beretta

L’inchiesta sulle ragazze violentate dal branco dopo una festa in piscina è ad un punto di svolta. Gli investigatori della squadra mobile di Perugia seguono le tracce di almeno un paio dei presunti responsabili che martedì avrebbero commesso lo stupro o, comunque, avrebbero partecipato a quella drammatica serata culminata con una telefonata disperata da parte di una delle vittime che chiedeva aiuto. 

Indagini Le attenzioni si concentrano su otto ragazzi, da comprendere i loro ruoli e il loro coinvolgimento. Le vittime, di 19 e 24 anni, in queste ore stanno ricevendo sostegno psicologico e le loro parole indirizzano gli accertamenti della polizia impegnata a ricostruire l’intera serata, dall’incontro alla festa paesana di Ponte Pattoli con un amico fino all’arrivo alla piscina comunale di Ponte San Giovanni, chiusa, dove si è svolto una sorta di party abusivo. 

Chiamata disperata Nel corso della serata non sono mancati tuffi ma anche chiacchiere e drink, fino alla richiesta di accompagnare le giovani al treno, successivamente attirate nei locali del centro sportivo nel quale una giovane – secondo quanto si è appreso – sarebbe stata violentata da un paio di ragazzi e l’amica palpeggiata. La chiamata al numero d’emergenza ha anticipato la fuga dei presunti responsabili perché, in quel momento, stava arrivando la polizia. Che non ha smesso di cercarli.