L’accusa era pesante, violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti della moglie. La condanna nei confronti di un albanese cinquantenne è stata di tre anni e mezzo. I fatti per cui martedì è stato ritenuto colpevole un uomo difeso dall’avvocato Mauro Bigi risalgono a 2007 e si svolgono nella periferia di Perugia.
Le violenze A Piccione, una ventenne albanese vive con il marito che ha circa 15 anni in più di lei e con il loro figlioletto di un anno e mezzo: ma per lei, stando a quanto ricostruito iniziano anni di violenze e vessazioni, fisiche e psichiche. Violenze anche sessuali in un caso.
La denuncia La donna racconta tutto alla famiglia in cui lavora come badante, loro la spingono a sporgere denuncia. La macchina della giustizia si mette in moto, ma nel frattempo i due tornano insieme. Almeno per un certo periodo i maltrattamenti cessano, poi però, come testimonia la donna stessa, riprendono. e allora se ne va in una comunità d’accoglienza.
Una condanna e un’assoluzione Martedì mattina i giudici Massei, Cenci e Micheli hanno condannato l’uomo a tre anni e mezzo di reclusione, mentre hanno assolto la donna, difesa dall’avvocato Vania Molini, imputata anche lei per abbandono di minore. Secondo una prima ricostruzione infatti, la donna lasciava a volte il piccolo a casa solo per andare a comprare i gratta e vinci, ma l’accusa è successivamente caduta. Il pubblico ministero Paolo Abbritti aveva chiesto sei anni di pena per l’uomo.

