E’ una tradizione per l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, Gualtiero Bassetti, visitare una volta l’anno la centrale Enel di Pietrafitta, nel comune di Piegaro, dove lavorano una settantina di persone, in gran parte periti ed ingegneri. La Centrale Enel produce 370 Mw l’ora, circa un terzo dell’intero fabbisogno energetico umbro, ed è un luogo strategico nel gestire tutti i turbogas d’Italia che entrano in funzione quando c’è criticità di rete o eventuale rischio black aut.
Il lavoro Monsignor Bassetti si è recato alla centrale martedì, 5 giugno, dove ha celebrato la messa con una folta rappresentanza di maestranze e dirigenti per poi intrattenersi a pranzo con tutti loro nella mensa aziendale. Nella sua omelia, si è soffermato sulle parole di Papa Benedetto XVI pronunciate al VII incontro mondiale delle famiglie di Milano: «La persona torni al centro del lavoro. Purtroppo nell’economia occidentale il denaro è passato avanti a tutti gli altri valori ed è diventato il principale ed unico motivo del lavorare. Ma l’etica cristiana – lasciatemelo dire – va molto più a fondo. La remunerazione deve essere equa e giusta, ma non potrà mai essere il solo merito di quanto valga una persona. L’uomo vale per quello che è. Esiste allora una dignità professionale: lo faccio bene il mio lavoro non solo per il compenso ed i riconoscimenti, ma perché il lavoro ha già un valore in se stesso, una sua dignità (impressa dal Creatore), è una vocazione ed una missione». Su questo aspetto il vescovo ha voluto ricordare l’esempio trasmesso dagli ebrei di ‘Se questo è un uomo’, di Primo Levi, che, pur sapendo di dover finire nelle camere a gas, vollero portare a compimento il loro lavoro, quello della costruzione di un muro nel campo di sterminio che lo realizzarono perfettamente dritto.
Il lavoro domestico «Quando il consumo e la finanza – ha proseguito l’arcivescovo – non tengono conto di tutto questo e perdono il contatto con il lavoro, la fatica della persona, diventano consumismo e finanza speculativa. Purtroppo l’attuale cultura, diciamo pure la mentalità economica permeata su questi principi, non comprende il valore del lavoro che si svolge all’interno delle mura domestiche, prevalentemente femminile. Il lavoro che si svolge all’interno della famiglia non conta (penso a tante mamme), perché la contabilità pubblica non lo riporta, perché non produce e non passa attraverso il mercato».
Squilibri negli stipendi Il vescovo Bassetti ha parlato anche dei «troppi squilibri» che minano la dignità del lavoro: «Il nostro – ha detto il presule – è ancora un sistema economico che remunera con stipendi sproporzionati politici, manager privati e pubblici e lascia indigenti operai, maestri, infermieri. C’è di mezzo una questione etica e spirituale, di politica e di economia. Le famiglie hanno bisogno che la politica e il mondo del lavoro le sostengano maggiormente, che venga maggiormente valorizzato il loro patrimonio etico e di virtù civili, il contributo che esse danno alla società. Da sole non potranno farcela». «E’ paradossale – ha concluso l’arcivescovo – che si continui a proporre alle famiglie di consumare di più mentre non c’è lavoro, o che si proponga di lavorare anche la domenica. Il Papa ha detto con forza, al recente Incontro mondiale delle famiglie, che ‘se si saltano i tempi della festa, quindi della famiglia, si essiccano le stesse fonti della vita’».
La Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) dei lavoratori della Centrale Enel di Pietrafitta ha dato il benvenuto a mons. Bassetti con queste parole: «Anche quest’anno siamo felici di accoglierla presso il nostro impianto anche se i tempi si presentano più duri e carichi di preoccupazione. Come azienda e come lavoratori non ci tiriamo certo indietro nello sforzo economico e lavorativo da produrre a vantaggio del nostro Paese, ma vogliamo anche chiedere a tutti: alla classe politica, istituzionale e persino religiosa, ognuno per le proprie competenze e responsabilità, di cooperare con maggiore impegno e decisione alla costruzione del bene comune». Soffermandosi sulla difficile situazione economica italiana, la Rsu ha parlato di «misura fra rigore, equità e sviluppo», che ha esplorato brevemente, «soprattutto nel suo profilo etico», prendendo spunto dall’«incontro di economia ed etica» dell’enciclica di Papa Benedetto XVI Caritas in veritate. La Rsu ha concluso il suo intervento di saluto (il testo integrale è pubblicato sul sito www.chiesainumbria.it – sezione “primo piano”) con questo auspicio: «Eccellenza siamo sicuri che porterà le nostre osservazioni e preoccupazioni a tutti i livelli, compreso quello ecclesiale, affinché la destinazione universale dei beni e il suo giusto utilizzo possa essere più etico e solidale possibile. La salutiamo con grande stima ed affetto fraterno con l’auspicio di tornare ad incontrarla nel 2013 più sereni e carichi di speranza».

