Un tunisino di 28 anni è stato fermato dalla squadra mobile di Perugia per avere spacciato eroina nella zona dei Tre Archi. Dall’indagine è inoltre emerso che era stato lui a cedere la dose che nell’aprile di un anno fa aveva provocato la morte per overdose di un romeno ventinovenne. Il nordafricano è stato quindi accusato anche di morte quale conseguenza di altro reato.
La dose letale Il tunisino è stato bloccato dalla squadra mobile, diretta da Marco Chiacchera, in un appartamento in via Cantamerlo ritenuto dagli investigatori una base operativa di spaccio in uso a magrebini. Gli agenti lo hanno individuato dopo una complessa attività di appostamento e pedinamento. Sono quindi entrati nell’abitazione mediante uno stratagemma, bloccando lo straniero. Questo è risultato collegato a delle indagini condotte con il commissariato di Città di Castello. E’ infatti emerso, ha riferito la questura, che il tunisino, il 17 aprile 2010, aveva ceduto una dosi di eroina a tre giovani di Città di Castello e Sansepolcro. Droga che aveva provocato la morte per overdose di uno di loro, il giovane romeno deceduto il giorno successivo in uno scantinato di Sansepolcro.
L’indagine L’indagine che ha portato al fermo del tunisino è partita da numerose segnalazioni inviate dai cittadini residenti in zona, dalle quali emergeva una situazione di consistente spaccio di droga tra le vie del Parione e Torcoletti, nonché nei vicoli vicini all’ex carcere femminile. Il personale della squadra mobile aveva subito avviato una complessa attività di indagine che, il 28 dicembre scorso, aveva portato all’arresto di un altro tunisino, di 44 anni, al quale era stato sequestrato un panetto di circa un etto di hascisc appena estratto dal terriccio di una fioriera. Dopo questo intervento la situazione – ha riferito la polizia -, sempre a detta dei residenti, non cambiava e pertanto la squadra mobile ha svolto nuovi servizi di appostamento e pedinamento che hanno portato al fermo dell’altro tunisino.
