Guardia di Finanza in azione (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

Li convinceva a smobilizzare investimenti e a sottoscrivere contratti apparentemente più redditizi, ma che poi si sono rivelati falsi. È indagato per appropriazione indebita, truffa, peculato e falso, il direttore di un piccolo ufficio postale della Valnerina ritenuto l’autore di un raggiro del valore complessivo di circa mezzo milione di euro.

Dipendente postale truffa clienti La complessa attività investigativa della Guardia di Finanza, coordinata dalla procura della Repubblica di Spoleto, ha permesso di ricostruire un modus operandi articolato e fraudolento attraverso il quale il responsabile della filiale riusciva a far finire nella propria rete clienti ignari che conosceva da anni e che in lui riponevano la massima fiducia.

Investimenti in prodotti falsi Stando a quanto ricostruito dalle Fiamme gialle, in particolare, il dirigente postale spingeva i clienti a smobilizzare e quindi modificare i propri investimenti, come buoni fruttiferi postali, polizze vita, titoli di stato e obbligazioni, suggerendo prodotti differenti che venivano presentati come maggiormente redditizi, ma secondo le indagini falsi.

Truffa da mezzo milione Non solo. Proprio facendo leva sulla fiducia che i risparmiatori riponevano in lui, il direttore ha anche falsificato firme di assegni, libretti postati e di deposito, riuscendo quindi a distrarre somme in proprio favore. Il meccanismo fraudolento scoperto dai finanzieri ha portato alla luce un truffa di circa mezzo milione di euro, costata al dirigente postale non solo l’iscrizione al registro degli indagati, ma anche il licenziamento.

Licenziato e indagato Poste Italiane ha infatti collaborato attivamente alle indagini e una volta compresa la natura delle operazioni compiute dal dipendente ha proceduto al licenziamento. Nei giorni scorsi la procura di Spoleto ha notificato all’indagato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

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