Il tribunale di Perugia (©️Fabrizio Troccoli)

di Enzo Beretta

Due imprenditori sono stati citati a giudizio dalla Procura di Perugia con l’accusa di avere usurpato il marchio «Beccari» attraverso la produzione e la commercializzazione non autorizzata di prodotti destinati al settore dell’arredamento. Il procedimento riguarda due imprenditori di 56 anni, entrambi residenti a Magione, ai quali la Procura contesta, in concorso tra loro, il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci. Il decreto di citazione a giudizio è stato firmato dal pubblico ministero Franco Bettini al termine delle indagini preliminari. Secondo quanto riportato negli atti della Procura i due avrebbero utilizzato il marchio relativo al mobilificio Beccari e alla società Beccari Mobili senza autorizzazione del titolare, affidando a una società con sede a Corciano la produzione di stampi in alluminio denominati «Stick», riportanti il marchio contestato. Gli inquirenti sostengono che i prodotti sarebbero stati successivamente venduti a diverse aziende italiane inducendo in errore i compratori sull’origine della merce.

Indagini Nel capo di imputazione viene contestato che la produzione non autorizzata avrebbe riguardato guide «stick» marroni dritte commercializzate nei confronti di varie società distribuite sul territorio nazionale. Tra queste figurano aziende con sede nelle province di Verona, Siena e Bari. In particolare, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbero state vendute 1.500 guide a una società di Belfiore, 10.500 a una società di Cerea, 900 a una società di Sinalunga, 3.000 a una società di Bari e altre 800 a un’impresa riconducibile a un operatore economico. I fatti contestati sarebbero stati commessi tra il settembre 2023 e l’aprile 2024 a Magione. I due imputati sono assistiti dagli avvocati Samuele Fedele, Elisa Martinelli e Francesco Cosentino. Beccari, persona offesa, nel procedimento penale che si è celebrato questa mattina davanti al giudice Elena Mastrangeli, è assistito dall’avvocato Marco Baldassarri.

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