Ci sono anche un albanese residente a Terni e un orvietano residente a Castel Giorgio tra i cinque arrestati dai carabinieri di Viterbo, Terni e Orvieto nella giornata di lunedì 26 aprile quando i militari hanno sgominato una banda di usurai. Il gruppo, per un prestito di 60 mila euro ne pretendeva 90 nel giro di poche settimane e nel caso in cui i soldi non arrivassero in tempo, passavano a minacce e intimidazioni. Un membro del cosiddetto consorzio, che era solito applicare tassi d’interesse fino al 250%, aveva proprio il ruolo di picchiatore. L’indagine della procura di Viterbo, secondo quanto ricostruito dall’Arma, è partita a seguito della denuncia di una coppia di ristoratori che hanno raccontato di essere vittime di estorsione. La donna anzi avrebbe riferito anche di botte e violenza sessuale. Lunedì nei confronti dei 5 malviventi, indagati a vario titolo dei delitti pluriaggravati di usura e tentata estorsione in danno della coppia di imprenditori viterbesi, i carabinieri hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere ma le indagini, hanno fatto sapere i militari, proseguiranno. È probabile che non si tratti dell’unico caso: il consorzio cioè, soprattutto in questo periodo di pandemia, potrebbe aver prestato soldi anche ad altri.
Usura, sgominato consorzio che applicava tassi fino al 250%: c’era anche ‘il picchiatore’
