di En.Ber.
Una tempesta di chiamate e messaggi. Poi insulti e minacce nonostante l’ammonimento del questore. Per stalking è stato condannato un 47enne di Perugia. Il giudice Lidia Brutti gli ha inflitto una pena di due anni di reclusione e il pagamento immediato di una provvisionale risarcitoria di 10mila euro. Il processo si è celebrato ieri con rito abbreviato nel palazzo del tribunale penale di via XIV Settembre.
Sms e telefonate La donna – assistita dall’avvocato Claudia Marini – secondo la procura ha ricevuto nel corso del tempo non soltanto messaggi e telefonate ingiuriose ed intimidatorie ma ha anche subìto pedinamenti e appostamenti da parte del suo ex fidanzato che sosteneva di essere al corrente di ogni spostamento e nuova frequentazione maschile.
Minacce di morte Tra le accuse c’è anche una minaccia di morte. Pedinamenti sarebbero avvenuti anche nel bar in cui lavorava l’ex fidanzata che continuava a sentirsi dire «ti amo» oppure «perché non torniamo insieme?». Le telefonate – è spiegato nelle carte dell’accusa – si sono ripetute sul telefono della vittima ma anche sul numero dei genitori e dei figli. «Ti controllo – sono le parole pronunciate – se non lo faccio io ci sarà qualcuno a farlo per me». L’imputato, difeso dall’avvocato Claudio Cimato, avrebbe cagionato nella donna uno «stato di ansia» costringendola a modificare perfino le sue abitudini di vita.
