di Francesca Marruco
626 scarichi. Tanti sono quelli abusivi nei fiumi dell’Umbria scoperti dagli uomini del corpo forestale dello stato che hanno portato a termine un controllo a tappeto ispezionando metro per metro tutti i fiumi della regione. In particolare, 454 sono quelli trovati in provincia di Perugia e 172 in quella di Terni. L’operazione Blue River, con questa mappatura è arrivata solo a metà della sua esistenza, adesso infatti la fase b si rivelerà con multe e denunce.
Il nostro lavoro dedicato a chi si ammala E il comandante regionale dell’Umbria Guido Conti non fa sconti, quando a fine conferenza, dopo aver spiegato e illustrato con tanto di mappe e foto quanto trovato nei fiumi umbri, afferma: «Secondo voi da cosa derivano le strane malattie che colpiscono sempre più spesso le persone ? Noi dedichiamo a loro il nostro lavoro».
Tre mesi di ricerche I dati raccolti in quasi tre mesi dai 40 comandi di stazione verranno infatti ora trasmessi all’Agenzia Regionale per la protezione ambientale che analizzerà ogni segnalazione e poi procederà, se necessario alla sanzione amministrativa o penale. Le sanzioni amministrative vanno dai 3 ai 30 mila euro. Ad emettere eventuali ordinanze per le chiusure degli scarichi abusivi inquinanti, sarà invece la Provincia che ha la competenza a rilasciare le autorizzazioni per gli scarichi nei fiumi.
Molti scarichi industriali Gli uomini del comandante regionale del corpo forestale dello Stato Guido Conti, hanno iniziato il loro controllo partendo dalla mappatura degli scarichi autorizzati fornitagli dall’Arpa. Da quello hanno scovato 626 scarichi in più, molti dei quali nascosti, e molti dei quali di derivazione industriale, l’85%. Quindi molto più nocivi. In un caso, hanno riferito i militari nella conferenza stampa che si è tenuta stamane per illustrare lì operazione , il liquido che si immetteva nel fiume Nera a Terni era di colore nero.
Scarichi geolocalizzati con gps Gli scarichi individuati nel corso dei sopralluoghi, a tratti effettuati anche indossando mute da sub, sono stati tutti geolocalizzati tramite Gps, sono stati tutti fotografati e per ciascuno è stata indicata la possibile origine, industriale, agricola o zootecnica ad esempio e la tipologia. Cioè se superficiali, interrati o semi sommersi. In alcuni casi gli uomini della forestale hanno trovato tubi completamente immersi nell’acqua.
Numeri E proprio il Nera detiene il triste primato di fiume con maggiori scarichi abusivi con 77 scarichi. A seguire il Tevere con 58 e il fiume Topino con 40. Tra i torrenti, il Menotre ne conta ben 41 seguito dal Sentino con 36. Tra i fossi invece, il fosso di Stroncone ne ha 31, seguito dai 17 del fosso di San Donato. Il direttore tecnico di Arpa Umbria, Giancarlo Marchetti, in conferenza stampa ha sostenuto che lo stato di salute dei fiumi dell’Umbria è sufficiente, ma che andrebbe migliorato entro il 2015 come previsto dalla normativa europea.


