Sbarra, Bravi e Bendini (foto U24)

Una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere un incontro con i familiari delle quattro vittime morte nel rogo della Umbria Olii. C’è proprio il concorso di colpa riconosciuto dai giudici della Corte di Appello di Perugia a carico di Maurizio Manili, titolare della ditta che il 25 novembre 2006 ha perso la vita nella drammatica esplosione, all’origine dell’iniziativa presa mercoledì dai segretari regionali delle tre sigle sindacali, Mario Bravi (Cgil), Ulderico Sbarra (Cisl) e Claudio Bendini (Uil).

Incontro con Napolitano e familiari vittime L’obiettivo dell’incontro con il presidente Napolitano è «far sentire la vicinanza dello Stato a chi subisce il dramma delle morti sul lavoro», soprattutto ora che la sentenza di secondo grado punta il dito anche contro chi non c’è più. «La ferita si è riaperta e tutto è stato di nuovo messo in discussione, perché quella pronuncia attribuisce parte della responsabilità a  Maurizio Manili, giudicato colpevole del disastro nel quale lui stesso è rimasto ucciso. La nostra sensazione – concludono i tre segretari – è che così si tradiscano le vittime, i loro cari, tutto il mondo del lavoro e i valori della nostra Costituzione».

In primo grado il giudice Alberto Avenoso aveva condannato a sette anni e mezzo per omicidio colposo plurimo Giorgio Del Papa. Nelle dettagliate motivazioni della sentenza si legge: «I componenti della ditta Manili specializzati nella costruzione di silos e carpenteria metallica e il gruista in particolare, non potevano avere cognizione specifiche in tema di interazioni tra il surriscaldamento del metallo del serbatoio, per effetto di una sua eventuale torsione o di uno strappo, e l’olio di sansa grezza contenuto al suo interno, ai fini del raggiungimento delle temperature dell’autoaccensione. E d’altra parte – prosegue Avenoso – a prescindere dalla cognizione degli operai se Del Papa avesse effettivamente provveduto a svuotare i serbatoi avremmo a questo punto ragionato non su un disastro di immani proporzioni bensì sul semplice danneggiamento meccanico di un silos».