Un momento della cerimonia

Umbertide non dimentica il sacrificio di Donato Fezzuoglio, l’appuntato dei carabinieri ucciso a Umbertide il 30 gennaio 2006. Mercoledì in via Andreani, dove Fezzuoglio morì, si è tenuta una cerimonia alla quale hanno partecipato la moglie Emanuela, il figlio Michele, i genitori e il fratello del carabinieri all’epoca in forze al Comando di Città di Castello, il comandante della Legione Carabinieri Umbria Massimiliano Della Gala, il comandante provinciale dei Carabinieri di Perugia Giovanni Fabi e il sindaco Luca Carizia, nonché rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’Arma e tutte le autorità provinciali e locali, sia civili che militari.

La cerimonia Fezzuoglio venne ucciso durante il tentativo di sventare una rapina ai danni della filiale umbertidese del Monte dei Paschi di Siena; l’appuntato venne colpito a morte dai rapinatori che stavano scappando dopo il colpo messo a segno all’interno della banca. La cerimonia, durante la quale il generale Della Gala ha ringraziato i ragazzi delle scuole, le autorità e tutti quelli che si impegnano affinché il sacrificio di Fezzuoglio non sia dimenticato, è iniziata con la deposizione di una corona di alloro sulla lapide ed è proseguita con una messa celebrata da don Luca Lepri nella chiesa del Cristo Risorto.

Il ricordo «Tredici anni senza Donato – ha detto Carizia – sembrano un’eternità: quel gelido, tremendo e maledetto pomeriggio del 30 gennaio 2006 resta ancora uno dei momenti più tragici della nostra città. Donato è caduto eroicamente mentre svolgeva il suo dovere, per difendere tutti noi e il suo sacrificio deve essere d’esempio per tutti. Con una frase del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa voglio ringraziare sentitamente tutti gli uomini dell’Arma dei carabinieri e delle forze dell’ordine, quotidianamente impegnati per garantirci sicurezza e tranquillità: “Certe cose non si fanno per coraggio, si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei nostri figli”. Carissimo Michele, il cognome che porti con orgoglio è un’altra medaglia che con fierezza avranno l’onore di esibire i tuoi figli e i tuoi nipoti. Ti auguro con tutto il cuore di poter realizzare i tuoi sogni».

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