di Enzo Beretta

La procura di Perugia mette nel mirino gli uomini chiave dei trasporti nazionali. Per falso ideologico e truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche è indagato l’attuale numero tre di Trenitalia, Enrico Grigliatti, il supermanager a capo della Direzione amministrazione, finanza e controllo, e Renato Mazzoncini, salito neanche cinque mesi fa ai vertici di Ferrovie con il prestigioso incarico di amministratore delegato. Insieme a loro il pm Manuela Comodi, impegnata a ricostruire cosa si sia mosso dietro i bilanci di Umbria Mobilità, l’azienda unica di trasporto pubblico locale di proprietà della holding Busitalia-Sita Nord, ha iscritto nel registro degli indagati anche il dirigente regionale Lucio Caporizzi, l’impiegata Lucilla Pittoni e Franco Viola, attuale ad di Busitalia Veneto già al vertice di Umbria Mobilità Esercizio. L’iscrizione nel registro degli indagati di Mazzoncini, è un atto dovuto poichè, al tempo, l’ingegnere era a capo di Busitalia.

Avvisi di garanzia Caporizzi, dirigente della Regione Umbria dal 1985, dal 2011 direttore della programmazione, innovazione e competitività dell’Umbria, quindi presidente del cda di Umbria Tpl e Mobilità Spa, ha ricevuto un avviso di garanzia in cui vengono ipotizzati altri reati che vanno dall’abuso d’ufficio alla turbata libertà degli incanti, fino al falso. Per fatti – è scritto nelle carte dell’accusa – commessi in concorso e in continuazione nel gennaio 2010. Il presunto falso ideologico e l’ipotizzata truffa finalizzata ad ottenere fondi pubblici, invece, riguarderebbero episodi molto più recenti commessi nel dicembre 2015 ancora a Perugia. I titoli di reato sembrano gli stessi contestati agli altri quattro indagati e sono indicati nel decreto di esibizione e consegna utile alla squadra mobile e alla guardia di finanza per acquisire documenti ora al vaglio della magistratura.

Il conto corrente I blitz sono scattati martedì negli uffici del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (seconda divisione e segreteria tecnica dell’osservatorio nazionale sulle politiche del trasporto pubblico locale), in Regione e presso l’istituto di credito in cui è acceso il conto corrente della tesoreria regionale. Insomma, nel conto bancario in cui sono stati accreditati i contributi pubblici.

Un puzzle di denaro Già in passato la procura aveva puntato i riflettori su Um ma ora, con un nuovo fascicolo iscritto nel 2015 «mod. 21» (ossia contro noti), attraverso l’analisi dei documenti provenienti dalla Regione e dalle imprese assegnatarie del Tpl umbro punta a ricostruire il puzzle per evidenziare le eventuali anomalie da consegnare nelle mani del giudice. Il Pm vuol leggere la corrispondenza, gli attestati e le certificazioni di Trenitalia (Grigliatti) e di Um (Caporizzi). Quindi viene l’intero capitolo degli atti istruttori relativi al riparto dei contributi ottenuti dalla Regione per il 2015 e previsti dal decreto ministeriale per la «razionalizzazione e riduzione della spesa degli enti». In Regione e negli uffici di Busitalia-Sita Nord gli investigatori della sezione criminalità organizzata della squadra mobile e del nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle hanno chiesto di farsi consegnare la documentazione amministrativa, contabile e finanziaria riguardante l’eventuale utilizzo di quei fondi da parte di Palazzo Donini.

Lettere ed email In questura e al comando provinciale hanno già iniziato a scandagliare lettere ed email. Ci sono molte comunicazioni riguardanti l’Umbria sia dell’osservatorio che delle aziende affidatarie del servizio di trasporto pubblico locale. Al vaglio di polizia e finanza anche circolari, inviti, rilevazioni statistiche, richieste di sollecito, atti notori e note informative. Mittenti o destinatari sono il ministero dei Trasporti e della navigazione, altri ancora arrivano da Porta Pia (Infrastrutture), dall’osservatorio regionale dei Lavori pubblici, dalla Provincia e dal Comune di Perugia, dall’Agenzia delle Entrate, dai Comuni di Amelia, Spoleto e Montecchio, oltre che da numerose società: Cipa Spa, Ishtar società consortile Srl, Tpl Mobilità Scarl Spoleto, Atc & Partners Scarl.

I due supermanager L’indagine ha nel mirino due manager assai conosciuti ed apprezzati in Italia: Enrico Grigliatti, 59 anni, è nei piani altissimi di Trenitalia, soltanto un gradino sotto l’ad Barbara Morgante. Il secondo big è l’ingegnere elettrotecnico bresciano Mazzoncini, «timoniere» di Ferrovie dello Stato con «ampie deleghe operative» e l’obiettivo di quotare l’azienda in borsa. Mazzoncini è un professionista molto capace: tra il ’95 e il 2000 ha partecipato al team per realizzare la metropolitana automatica di Copenaghen, nel 2005 ha chiuso un accordo tra Autoguidevia e il colosso francese Transdev. Quattro anni fa invece – prosegue il curriculum rintracciabile online – è stato chiamato da Ferrovie dello Stato Italiane alla guida della neonata Busitalia che tra il 2012 e il 2014 «ha triplicato le sue dimensioni acquisendo, tra l’altro, il controllo dell’azienda pubblica urbana di Firenze, dell’azienda regionale umbra e di quella padovana». A fine 2014 – è scritto – la joint-venture Busitalia- Autoguidovie «è riconosciuta come primo player italiano nel Tpl e gestisce oltre 120 milioni di bus-km, alcune linee ferroviarie secondarie, sistemi urbani metropolitani, tranviari, funicolari e lacustri, impegnando cinquemila dipendenti e oltre duemila mezzi di trasporto». Il primo dicembre 2015 l’ad delle Ferrovie è stato nominato vicepresidente dell’International union of railways e membro dell’European management committee di Uic Europa.

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