Bonicelli precipita con l'ultraleggero

di Chiara Fabrizi

Un malfunzionamento. Questa l’ipotesi formulata dagli inquirenti a 24 ore dall’incidente che ha ucciso Martino Bonicelli, 58 anni, produttore televisivo molto conosciuto a Roma, morto domenica mattina dopo lo schianto avuto mentre pilotava il suo ultraleggero acquistato recentemente in Germania, un Canard D-Easy.

Precipita ultraleggero, muore Martino Bonicelli L’uomo è precipitato col velivolo nella stessa zona dove il 6 giugno scorso ha perso la vita Manlio D’Onofrio ed esattamente cinque anni fa Pietro Taricone, impattando col terreno a un chilometro dall’aviosuperficie Leonardi di Terni, precisamente nella cava della Wienerberger, ex Tacconi, in zona Maratta. Secondo la ricostruzione al vaglio degli inquirenti, le indagini sono state affidate agli uomini della squadra Mobile diretta dal vicequestore aggiunto Alfredo Luzi e coordinata dal sostituto procuratore Raffaele Iannella, subito dopo il decollo e a circa 50 metri di altezza, il motore dell’ultraleggero avrebbe avuto un problema tecnico che potrebbe averne causato lo spegnimento o il blocco.

Ipotesi guasto al motore Alcuni testimoni avrebbero visto dall’aereo una fiammata prima di perderlo di vista dietro una collina. Qui Bonicelli, pilota di lungo corso e quindi molto esperto, potrebbe aver tentato un atterraggio di emergenza e verosimilmente durante la manovra ha tranciato i cavi dell’alta tensione ferroviaria, 132 mila volt. A quel punto l’ultraleggero è precipitato e il produttore tv ha perso la vita sul colpo. Un fascicolo è stata aperto dalla procura della Repubblica di Terni, titolare il dottor Iannella che dovrebbe procedere alla nomina del medico legale per eseguire l’autopsia sul corpo del pilota romano. L’ultraleggero è stato posto sotto sequestro al pari dei vari rottami rinvenuti nella zona, occorrerà poi capire se il sostituto procuratore riterrà di approfondire il caso con un accertamento tecnico e la nomina di un perito.

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