di Chiara Fabrizi

Un video di Dmytro Shuryn con la bici di Bala Sagor ripreso da una telecamera di videosorveglianza privata vicino ai giardini pubblici di via Primo maggio a Spoleto, dove lunedì sera è stato trovato il sacco nero coi resti di Bala Sagor, per tutti Obi. Queste le immagini che avrebbero permesso agli inquirenti di arrivare alla svolta e di far scattare nelle prime ore del 25 settembre il fermo di Dmytro Shuryn, cuoco ucraino di 33 anni, che fino al dicembre scorso aveva lavorato con Obi in un ristorante del centro di Spoleto, ma che da qualche ora è in carcere con l’accusa di omicidio, distruzione e occultamento di cadavere.

Sempre le registrazioni di videosorveglianza, stavolta anche comunali, avrebbero confermato agli inquirenti la presenza di Obi e della sua bicicletta nella zona tra via Flaminia e via Pietro Conti, dove viveva Dmytro Shuryn. Era infatti emerso da diverse testimonianze degli amici di Obi, ma sembrerebbe anche da confidenze fatte dallo stesso Dmytro al lavoro prima del rinvenimento del cadavere del 21enne, che la vittima dell’omicidio sarebbe dovuto andare a casa dell’indagato la mattina della scomparsa, sembrerebbe per farsi aiutare a compilare un documento. L’ipotesi è dunque che tra l’appartamento del primo piano di via Conti e la cantina di pertinenza si sia consumato il delitto del cuoco bengalese e pure lo smembramento. La cautela, però, sul punto è ancora massima.

Viene confermato, infatti, che alcuni residenti avrebbero segnalato alle autorità la presenza di cattivi odori provenienti dal piano cantine, dove si trova anche quella di Dmytro. Uno di loro in particolare avrebbe pure riferito della presenza di piccole macchine sempre notate nel piano cantina, che a suo dire avrebbero potuto essere di sangue. Quelle stesse possibili tracce dell’omicidio, però, il giorno seguente sarebbero sparite. Sul punto massimo è per ora il riserbo da parte degli inquirenti sull’esito degli accertamenti scientifici compiuti martedì 23 settembre nell’abitazione di Dmytro, anche se in base a quanto risulta non sarebbero state trovate tracce di sangue. Appartamento e cantina, ora sequestrate, saranno nuovamente oggetto di rilievi scientifici.

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