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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 11:57

Uccide moglie e figlia poi si spara: è giallo sul movente. Sindaco: «Città sconvolta»

Cinzia e Rosalba freddate a fucilate prima del suicidio, da lui mai avvisaglie. Funerali fissati a Sant’Andrea Parlano gli amici

di Chiara Fabrizi e Massimo Colonna

Resta un giallo il movente di Carlo Carletti, 66 anni, l’impiegato civile del ministero della Difesa che, verosimilmente mercoledì mattina, ha sparato con un fucile da caccia e ucciso la moglie Rosalba Politi, sua coetanea, e la figlia Cinzia di 34 anni, trovate dai carabinieri soltanto all’una della notte tra mercoledì e giovedì, dopo che il fratello di lui ha dato l’allarme preoccupato dalle lunghe ore di silenzio, che resteranno eterne. I funerali della famiglia sono già stati fissati per sabato pomeriggio alle 15 nella chiesa di Sant’Andrea, dove Orvieto attonita dirà addio ai tre.

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Movente resta un giallo L’uomo non ha lasciato biglietti o lettere sul duplice omicidio e sul suicidio compiuto all’interno dell’appartamento di vicolo Sant’Antonio, nel centro storico, dove i tre avevano traslocato da circa un mese. Sul cambio di residenza della famiglia sono stati compiuti una serie di accertamenti, ma per ora il trasferimento non sembra segnato da circostanze sospette. Non solo per gli amici, ma anche per gli inquirenti, il femminicidio compiuto da Carletti resta per ora incomprensibile. Le salme nel tardo pomeriggio sono state sottoposte a ispezione cadaverica, a cui non dovrebbe seguire l’autopsia, coi tre morti a seguito di altrettanti colpi d’arma da fuoco. Colte verosimilmente alla sprovvista sia la figlia, trovata morta in cucina, che la moglie, riversa senza vita in una stanza di servizio, entrambe sono state raggiunte dal colpo mortale nella zona toracica, prima che Carletti rivolgesse contro di sé il fucile per togliersi la vita.

Mai avvisaglie Fino all’una della notte tra mercoledì giovedì, il 66enne cavaliere al merito della Repubblica e candidato del Pd alle elezioni comunali del maggio scorso era completamente sconosciuto alle forze di polizia, che non avevano nulla sul suo conto, così come su quello della moglie e della figlia. Mai le autorità erano dovute intervenire in questa o nella precedente abitazione per una lita in famiglia né per episodi di altro tipo che in qualche modo potessero rappresentare un’avvisaglia, non del duplice omicidio e del suicidio, ma almeno di una situazione familiare critica, che per ora non sembra emergere.

Casa nuova Le indagini dei carabinieri del capitano Giuseppe Viviano, coordinate dal sostituto procuratore Marco Stramaglia, hanno al momento escluso anche i problemi psichici a carico di Carletti, che alle autorità non risulta in cure, né gravato da una diagnosi, tanto che il fucile con cui ha ucciso moglie e figlia prima di togliersi la vita era regolarmente detenuto, al pari di altre armi da caccia trovate al proprio posto in casa. Vero è che l’uomo ha recentemente accusato un malore sul posto di lavoro e gli erano stati raccomandati alcuni giorni di riposo, mentre alcuni amici hanno anche raccontato di averlo visto particolarmente stressato durante il trasloco che, pur rappresentando in generale un evento traumatico nella vita di una persona, non può rappresentare il movente del femminicidio di Orvieto, che resta avvolto nel giallo.

Sindaco: «Città sconvolta» Intanto a esprimere «dolore e cordoglio» è il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani: «La città è sconvolta da questa drammatica notizia – spiega in una nota – che ha coinvolto persone molto conosciute e stimate e i loro familiari a cui, in queste ore, va il nostro abbraccio silenzioso e fraterno, nel ricordo dei loro cari, la cui memoria resterà comunque indelebile in tutti i concittadini, ex compagni di scuola, colleghi di lavoro e amici».

@chilodice

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