©️Fabrizio Troccoli

Nel contesto del rafforzamento dei controlli economici sul territorio, le forze dell’ordine della provincia di Perugia hanno intensificato le verifiche su strutture ricettive e locazioni turistiche, con l’obiettivo di contrastare l’abusivismo e la concorrenza sleale in un settore fondamentale per l’economia regionale.

Le attività di controllo, avviate anche in risposta alle segnalazioni di importanti associazioni di categoria come Federalberghi e Assoturismo, hanno riguardato 29 strutture nei comuni di Assisi, Foligno, Spoleto, Todi, Gubbio, Campello sul Clitunno e Umbertide. Dalle verifiche è emerso che 24 esercizi, pari all’83%, presentavano irregolarità.

In particolare, sono state riscontrate mancate comunicazioni di avvio delle attività agli uffici comunali, assenza della dichiarazione delle locazioni turistiche e omissione dell’esposizione del Codice Identificativo Nazionale (Cin), strumento previsto dalla legge per garantire trasparenza e tracciabilità dell’offerta ricettiva.

L’attività ha portato inoltre alla segnalazione all’Agenzia delle Entrate di ricavi non dichiarati per oltre 880.000 euro. All’Autorità Giudiziaria sono stati segnalati 11 responsabili di strutture che non hanno comunicato le generalità degli ospiti, in violazione delle norme sulla sicurezza pubblica.

Tra i casi più rilevanti, tre soggetti (due a Gubbio e uno a Umbertide) hanno ceduto in locazione immobili a fini turistici senza regolari contratti e senza ottemperare agli obblighi fiscali, rilevati ricavi per oltre 90.000 euro non dichiarati. A Todi, è stato accertato che un proprietario estero svolgeva attività di ricezione extra alberghiera in forma non imprenditoriale omettendo di dichiarare circa 180.000 euro di redditi. A Campello sul Clitunno un caso analogo ha evidenziato omissioni fiscali per circa 195.000 euro.

Durante le ispezioni sono stati individuati anche tre datori di lavoro che impiegavano sei lavoratori completamente in nero. Le sanzioni previste per ogni lavoratore irregolare vanno da 1.950 a 11.700 euro, per un totale potenziale di oltre 70.000 euro.

L’azione ispettiva, che continuerà nei mesi a venire, fa parte di un programma più ampio di monitoraggio delle attività economiche nella provincia di Perugia, un territorio con forte attrazione turistica, soprattutto durante l’estate e gli eventi culturali e religiosi.

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