Un'anziana al telefono

Credeva di parlare con un uomo conosciuto sui social e innamorato di lei, lui invece la truffava. Denunciate per riciclaggio cinque persone, due donne e tre uomini, di età compresa tra i 26 e i 72 anni, residenti in diverse regioni di Italia. La banda è stata trovata grazie alla denuncia, sporta nel marzo dello scorso anno, dalla vittima, un’ultrasettantenne di San Gemini. La donna, vittima di un raggiro sentimentale, è stata indotta a mandare circa 25 mila euro a quelli che in realtà erano dei truffatori.

Truffa romantica Nell’autunno del 2023 la vittima conosce un uomo che, stando alla foto sui social, appariva più giovane di lei e che vive all’estero. Tra i due inizia uno scambio di messaggi per conoscersi meglio. Poi il rapporto diventa confidenziale, al punto che l’uomo le avrebbe dichiarato anche di provare dei sentimenti per lei, prospettando una futura vita insieme. Il truffatore le invia continuamente foto, le concede attenzioni e cure. Quando però la donna gli chiede di incontrarlo, lui si tira sempre indietro. Col tempo inizia a chiederle anche dei soldi, somme diventate man mano sempre più importanti, per fronteggiare improvvise esigenze personali. L’invio del denaro avviene tramite ricariche effettuate su carte prepagate con intestatari sempre diversi, che il truffatore sostiene essere persone a lui vicine. Solo dopo l’ultima richiesta, risalente a marzo del 2024, con l’ennesima promessa d’incontro rivelatasi fasulla, la donna capisce di essere stata raggirata, decidendo, così, di denunciare.

Indagini Nel corso delle indagini è emerso che le foto utilizzate dal finto innamorato erano prese dalla rete ed appartengono ad una persona realmente esistente, risultata all’oscuro dei fatti. Anzi, è emerso che non è la prima volta che le sue immagini siano utilizzate per raggiri simili. Il nome che il truffatore utilizzava sui social è falso, così come l’utenza telefonica ad esso agganciata. Seguendo i movimenti di denaro, invece, le forze dell’ordine sono riuscite a risalire agli intestatari delle carte prepagate, persone fisiche realmente esistenti. Per i cinque identificati è scattata così la denuncia per riciclaggio.

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