di En.Ber.
Patteggia una pena di 11 mesi di reclusione (con sospensione condizionale) l’imprenditrice napoletana di 42 anni indagata dalla Procura della Repubblica di Perugia con l’accusa di aver percepito indebitamente il reddito di cittadinanza per un importo complessivo di oltre 12 mila euro. Alla donna, difesa dall’avvocato Massimo Brazzi, veniva contestata un’imputazione in relazione a presunte dichiarazioni non veritiere rese all’Inps. Secondo quanto riportato negli atti la donna ha reso «dichiarazioni false attestanti cose non vere». In particolare, nelle dichiarazioni sostitutive uniche presentate tra il 2021 e il 2022, avrebbe omesso di indicare alcuni componenti del nucleo familiare conviventi. Le omissioni sarebbero state funzionali – secondo l’accusa – a ottenere un valore Isee più basso e quindi accedere al beneficio economico.
Indagini Nel capo d’imputazione scritto dal pm Annamaria Greco viene inoltre contestato il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato «perché, con artifizi e raggiri consistiti nell’avanzare domande per l’ottenimento del Reddito di Cittadinanza» la donna avrebbe indotto in errore i funzionari pubblici dell’Inps. Le domande sarebbero state presentate in due distinti momenti, il 23 gennaio 2021 e il 1° agosto 2022, ottenendo così «l’ingiusto profitto dato dalla somma totale di euro 12.752 contestualmente arrecando all’ente previdenziale un danno pari all’importo del contributo indebitamente erogato». Nel procedimento è indicata come persona offesa l’Inps di Perugia.
