di Francesca Marruco e Chiara Fabrizi
L’epilogo sono tre ragazzi finiti in ospedale con ustioni più o meno gravi su più o meno parti del corpo. Due ragazzi e una ragazza che in giornata verrà trasferita in un centro specializzato di Genova perché ha ustioni di terzo grado sul 40 % del corpo. Le cause dell’accaduto invece sono una bomboletta di insetticida usata come martello per piantare un chiodo su un muro, vicino alcune candele. Siamo a Trevi, venerdì sera, intorno alle 23.
La bomboletta e il chiodo Uno dei due ragazzi attualmente ricoverato all’ospedale di Foligno, F.S., stava cercando di infilare un chiodo su un muro usando appunto la bomboletta come martello. Ma troppo vicino al chiodo c’erano quelle candele che sembra fossero finite su un tavolinetto fuori dalla taverna del Piano a Trevi perché lo stesso ragazzo avrebbe avuto intenzione di fare uno scherzo ad un suo amico. Uno scherzo che sarebbe consistito in una sorta di altarino pieno di candele, con sopra la foto del giovane.
La bomboletta e le candele E pare che stesse usando la bomboletta proprio per inchiodare al muro questa foto. Ma la bomboletta di gas, ha iniziato a perdere liquido e ci sarebbe stata una prima fiammata. A quel punto il ragazzo avrebbe lasciato cadere l’intera bomboletta sulle candele allontanandosi di qualche passo. Nello stesso frangente però, gli altri due ragazzi, la giova G.F., di 20 anni e L.F. di 33 anni, sarebbero passati lì fuori e sarebbero stati investiti dalla fiammata più grande. Immediato l’intervento per soccorrere i giovani.
La ricostruzione Questa la versione della strada, di chi era sul posto e ha raccontato tutto ai sanitari che sono intervenuti per soccorrerli. La versione ufficiale fino ad ora invece vede tre giovani ustionati perché uno di loro stava cercando di attaccare al muro un chiodo con una bomboletta di insetticida. Sull’accaduto stanno indagando dei carabinieri di Spoleto diretti dal capitano Fabio Rufino che hanno segnalato l’accaduto alla procura spoletina. La storia dello scherzo con l’altarino infatti, potrà essere verificata al cento per cento solo quando si potrà parlare con i ragazzi. Almeno con F.S. che stava maneggiando la bomboletta. Solo a quel punto infatti si potrà capire bene cosa sia successo e verificare se esistono eventuali profili penali.
Le condizioni dei tre La ragazza ventenne, la più grave ha ustioni alle mani, al volto e alla parte superiore del corpo. Ustioni di terzo grado sul 40% del corpo. Degli altri due, F.S., che stava maneggiando la bomboletta, si trova ricoverato intubato in rianimazione all’ospedale di Foligno, ha ustioni di secondo e terzo grado sul 30% del corpo, è in condizioni gravi, ma è stazionario. L.F. infine, ha ustioni di secondo grado su mani e volto.

