Carabinieri in azione (foto Fabrizi)

Hanno usato delle borse schermate così da ingannare i sistemi anti-taccheggio due nomadi di origine rumena arrestate venerdì pomeriggio a Trevi dai carabinieri della stazione trevana. A segnalarle sono stati alcuni passanti insospettiti dal continuo entrare e uscire delle due fuori dal centro commerciale. Sospetto che poi si rivela giusto dato che quando i militari arrivano le due cercano di nascondere la merce rubata. Il ‘bottino’ consiste in vestiti e profumi rubati da tre negozi del centro commerciale, mentre altre cose sono state ritrovate dentro l’auto delle due donne. In tutto ammonta a 500 euro il valore della merce sottratta grazie a delle borse schermate contro le quali i sensori dei negozi non possono nulla.

Fattore umano Più affidabile, in questo caso, il ‘sensore’ umano. Già sui taccuini delle forze dell’ordine in virtù di un curriculum fatto di furti e altri reati contro il patrimonio, le due sono domiciliate a Roma e una di esse dovrà anche rispondere del mancato rispetto dell’obbligo di residenza nella capitale. Entrambe sono state incarcerate nelle camere di sicurezza, dove è finito anche un giovane congolese. Il ragazzo, con precedenti per reati contro la persona e per droga, era fuggito da una struttura dove si trovava in cura per problemi di droga e dove scontava gli arresti domiciliari. I carabinieri di Spoleto lo hanno trovato nel primo pomeriggio di venerdì quando, con i bagagli in mano, stava salendo su un mezzo pubblico per allontanarsi dalla città.

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