di C.F.
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In pochi mesi avrebbero messo a segno tre colpi in banca che complessivamente gli fruttarono 50 mila euro. E per questo tre malviventi romani sono finiti alla sbarra con l’accusa di rapina e furto. Giovedì il procedimento a loro carico si è aperto di fronte al collegio del tribunale di Spoleto (presidente Bellina, a latere Laudenzi e Anibaldi) che in aula ha ascoltato la ricostruzione delle indagini fornita dal luogotenente del nucleo antirapina dei carabinieri che nel 2008 seguì le indagini.
Rapine Il militare ha riferito che il modus operandi delle rapine compiute nelle filiali Bps di Preci e San Terenziano e poi in quella Carispo di Colleferro è stato sempre lo stesso. Due uomini si introducevano in banca a volto travisato, in una circostanza il malvivente indossava degli slip in testa, si dirigevano verso i direttori o gli impiegati e chiedevano di aprire i cassetti, soltanto una volta il personale sarebbe stato minacciato con un taglierino.
Indagini I rapinatori, poi, imbustavano rapidamente monete e banconote e nel giro di una manciata di minuti erano già lontani dalle filiali, dalle quali fuggivano a bordo di un’auto che li attendeva all’esterno. Nel caso di Preci, il primo colpo, si è ipotizzato che i pali fossero almeno due, ma purtroppo i fotogrammi delle telecamere di sorveglianza non hanno permesso di identificare il soggetto che si aggirava di fronte all’ingresso della banca
Udienza Proprio le immagini estrapolate dalle registrazione degli occhi elettronici hanno invece aiuato i carabinieri a risalire all’identità dei tre cinquantenni romani accusati di rapina e furto di un’auto. Indagini tecniche sulla comparazione fisiognomica, i rapinatori si coprivano il volto soltanto conquistato l’accesso in banca, compiute dagli uomini dei Ris sulla base di indizi e intercettazioni telefoniche hanno permesso ai militari di incastrare i romani. In aula sono sfilati anche i tre direttori di banca che se sei anni fa avevano riconosciuto i malviventi in book fotografici, giovedì di fronte a nuova e precisa richiesta formulata dal sostituto procuratore Gennaro Iannarone hanno mostrato esitazione. In aula si tornerà il 12 giugno per ascoltare altri testimoni dell’accusa.
