Il tribunale di Perugia (©️Fabrizio Troccoli)

di Enzo Beretta

Chiesta la condanna a un anno e 8 mesi di carcere per un infermiere del pronto soccorso di Perugia finito sotto processo per aver ucciso, nel 2017, un anziano di 90 anni travolto ad Assisi lungo la Strada statale 75 Centrale Umbra. Il 43enne viene accusato del reato di omicidio stradale. La Procura gli contesta «colpa consistita in imprudenza, imperizia, negligenza e violazione del Codice della Strada» mentre il 6 aprile 2017 si trovava al volante della sua Peugeot e «guidava ad una velocità prossima al massimo consentito, pertanto non idonea alle condizioni di traffico e di marcia». Tra le altre cose – si legge nel capo di imputazione del pubblico ministero Massimo Casucci, questa mattina sostituito in aula dal collega Gianluca Proietti – si lamentano le «condizioni psico fisiche inidonee» che avrebbero provocato un «colpo di sonno» all’infermiere. Prosegue l’accusa: «All’altezza del chilometro 11.850 non si avvedeva della presenza, sulla corsia di emergenza con la parte sinistra a cavallo della linea di emergenza, della Lancia Y, né tantomeno si avvedeva che il conducente, a causa della foratura dello pneumatico anteriore sinistro, stava uscendo dalla vettura aprendo la portiera, e lo investiva in pieno, concorrendo a cagionarne l’immediato decesso». 

La versione difensiva Tesi, quelle accusatorie, contestate dall’avvocato Luca Gentili che difende l’imputato. La versione difensiva poggia le basi sulle conclusioni del consulente di parte Giuseppe Valleriani, secondo il quale la vittima «dopo essersi fermata sul lato destro della carreggiata si stava accingendo a scendere dal mezzo (o era appena sceso) rimanendo lui stesso coinvolto nel sinistro». «È possibile ipotizzare che il defunto, conducente della Lancia Y, abbia posto in atto la discesa dal proprio veicolo pressoché contemporaneamente al sopraggiungere della Peugeot 308; in tal caso il conducente di quest’ultima autovettura, che non poteva prevedere un’improvvisa apertura della portiera del veicolo fermo, non avrebbe avuto la possibilità di evitare il sinistro». Dagli accertamenti della polizia stradale è emerso che «sulla spalla degli pneumatici montati sulle ruote di destra vi è impressa la sigla ’5201’ indicante il periodo corrispondente alla 52ma settimana dell’anno 2001». «Stiamo parlando di gomme vecchie di 16 anni», commenta Gentili. Si legge ancora nel verbale della Stradale: «Nonostante lo spessore del battistrada risulti non contravvenire alle norme, di fatto, gli pneumatici risultano essere rovinati, desunto sia dalla data di produzione che dall’apparenza esterna (screpolature, erosioni ed indurimenti di tatto)». A marzo la sentenza del giudice Marco Verola. 

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