di M. R.
Un traffico illecito di rifiuti ferrosi è stato scoperto dalla Forestale di Terni che nel tardo pomeriggio di mercoledì, coordinati dal procuratore Cesare Martellino e dal sostituto Elisabetta Massini, hanno eseguito 6 arresti, di cui 3 in carcere e 3 ai domiciliari e una raffica di perquisizioni. Non è passata inosservata la presenza degli agenti al Centro di Finitura di Tk-Ast, in strada di Confini, dove fino alla tarda di mercoledì agenti hanno piantonato un ufficio.
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Sei arresti Le indagini, complesse e articolate, si protraggono da mesi anche attraverso intercettazioni telefoniche. Gli uomini della Forestale, oltre ad aver controllato minuziosamente il luogo di lavoro dei soggetti coinvolti, hanno effettuato anche una raffica di perquisizioni domiciliari. Delle tre persone finite dietro le sbarre, due sarebbero ristrette nel carcere di Sabbione, l’altra in quello di Maiano (Spoleto).
L’indagine In sostanza, questo il cuore dell’inchiesta, i resti di materiali ferroso del reparto di finitura, secondo una politica aziendale, sarebbero dovuti rientrare in altri siti della azienda, ma un gruppo di persone ben strutturato è riuscito a dirottare per lungo tempo il materiale verso un mercato illecito sottraendolo all’Ast. Il carico di scarti metallici gestito dalla banda era destinato ad un’azienda di Foligno, complice dell’organizzazione. L’attività di trasporto, di appostamenti e di controllo da parte dei membri dell’organizzazione è stata costantemente monitorata e ripresa da alcune telecamere degli inquirenti.
Procura: «Contributo di giustizia alle acciaierie» Il procuratore di Terni Cesare Martellino è il pm Elisabetta Massini hanno precisato: «Questa attività di indagine è un contributo di giustizia importante alla situazione in cui versa l’Ast, poiché le conseguenze economiche di tali illeciti gravano su un’azienda già in crisi».
Particolari Per poter mettere in piedi il sistema illecito, è stata indispensabile la complicità di un addetto alla portineria che rappresenta per l’indagine uno degli elementi chiave. Agli arresti in carcere, si apprende, sono finiti tre membri della ditta di trasporti che ha l’appalto presso il centro di finitura, quindi il titolare, un camionista e un gruista. In manette anche un dirigente di Ast. Ai domiciliari il portiere del reparto finitura e il titolare del centro di recupero rottami. Denunciata infine a piede libero una donna che faceva da staffetta, ovvero si assicurava che lungo il percorso non ci fossero controlli.
Giro d’affari Un danno ingente per le casse di Ast, stimato attorno ai 100 mila euro al mese, dato il movimento mensile di circa 80 tonnellate di materiale e il costo di vendita che si aggira attorno ad una cifra compresa tra mille e duemila euro. Ancora da ricostruire il periodo in cui il sistema si è perpetrato settimanalmente. L’indagine – fanno sapere dal nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale – è nata grazie alla segnalazione di alcuni lavoratori e cittadini insospettiti dagli strani movimenti che si registravano al reparto di finitura.
Tk-Ast: «Riconoscenti a inquirenti» Sull’inchiesta coordinata dalla procura di Terni nella mattinata di giovedì è intervenuta con una nota ufficiale anche l’azienda: «In riferimento alle indagini giudiziarie su un presunto traffico di materiali ferrosi, che interessano Acciai Speciali Terni in qualità di parte lesa, l’azienda esprime il proprio riconoscimento alle forze dell’ordine e alla magistratura per il lavoro svolto sinora e assicura la massima collaborazione nel rispetto delle attività investigative in corso».
