di Ester Pascolini

In tempo di crisi è quantomai necessario trovare idee nuove che possano produrre sviluppo e la fascia appenninica rappresenta, senza dubbio, uno dei distretti umbri ad aver subito più danni negli ultimi anni. La maggior parte delle attività produttive, che negli anni settanta e ottanta avevano creato lavoro e opportunità di crescita in quest’area, sono collassate sotto il peso della globalizzazione e dell’economia digitale. Ci si interroga sul futuro di questi luoghi e proprio sulla scia del Pnrr, che traghetterà importanti risorse economiche anche in Umbria, si darà il via a una serie di iniziative dedicate all’innovazione. Di grande rilievo e molto atteso il progetto Vitality, che prevede la costruzione di un polo sui nanomateriali presso la ex-Merloni di Nocera Umbra. Molte energie si stanno riversando anche nell’implementazione del turismo, soprattutto di tipo naturalistico e sportivo, con la realizzazione di eventi dedicati che stanno facendo aumentare le presenze nelle attività ricettive della fascia.

Giochi de le Porte E proprio parlando di eventi, in particolare di rievocazioni storiche, sembra far capolino una nuova opportunità di sviluppo, nata quasi in sordina, ma sulla quale può valere la pena fare delle riflessioni. L’esempio più calzante è quello di Gualdo Tadino e della sua rievocazione storica di fine settembre, i Giochi de le Porte. In particolare, ad attrarre l’attenzione è il suo corteo storico, divenuto di anno in anno più importante e ricercato, tanto da aver raggiunto un livello che lo rende assimilabile alla migliore tradizione nazionale nelle produzioni teatrali e cinematografiche.

Daniele Gelsi Ad aprire la strada, alcuni anni fa, il sarto e costumista Daniele Gelsi, che ha saputo trasformare la sua passione per gli abiti storici in un’attività professionale, fungendo anche da elemento di stimolo per gli altri soggetti coinvolti nella festa. La sua sartoria collabora oggi a produzioni teatrali e cinematografiche di prim’ordine, oltre ad offrire opportunità di lavoro ad alcune persone del territorio. Ormai a Gualdo Tadino, come in tante altre realtà umbre, sono centinaia le persone impegnate nella realizzazione dei cortei storici, con l’inaspettata acquisizione di competenze che potrebbero essere sfruttate per rispondere alle esigenze produttive di diversi settori, come il cinema, la televisione, il teatro, l’opera, il balletto, le altre manifestazioni storiche. E allora perché non pensare che la fascia appenninica possa specializzarsi, diventando un distretto delle produzioni storico-artistiche per lo spettacolo? Partendo, prima di tutto, dalla formazione, rivolta anche i giovani delle città limitrofe, che potrebbero essere coinvolti in laboratori, work-shop, corsi di costume per lo spettacolo, di scenografia, di modisteria, di carpenteria teatrale e scenotecnica. Senza tralasciare la scuola del ricamo di Valtopina. Negli anni passati sono state attivate sporadiche collaborazioni con alcuni docenti dell’Università di Perugia e un certo numero di professionisti, tra cui costumisti e storici, sono stati coinvolti nella realizzazione dei cortei o nelle commissioni giudicatrici.  Inevitabile il richiamo all’Accademia di Belle Arti di Perugia, che potrebbe offrire competenze utili alla formazione dei giovani e meno giovani che fossero attratti da questi mestieri.

Distretto Insomma, in un momento storico in cui l’innovazione e il digitale trovano, giustamente, ampio spazio, sembrano emergere opportunità che derivano dai mestieri artigianali, artistici, dal saper fare con le mani. Questo crea le condizioni per entrare in un processo di glocalizzazione, in cui globale e locale si fondono, creando ampio margine per la diffusione, ben oltre i confini regionali, delle tradizioni e delle prerogative locali. Le istituzioni stesse dovrebbero sondare questa possibilità ed intraprendere un cammino in questo senso, con la consapevolezza che in un mondo globalizzato, offrire qualcosa di diverso, di unico, potrebbe creare un’occasione, regalare una chance sorprendente a un territorio che fa grande fatica a reinventarsi.

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