Un'aula del tribunale archivio generica (foto U24)

di Chia.Fa.

È scontro tra periti nell’ambito del processo a carico di un sessantacinquenne residente nel comprensorio di Todi accusato di aver violentato per cinque anni la figlia all’epoca minorenne. Giovedì pomeriggio di fronte al collegio penale del tribunale di Spoleto hanno sfilato i consulenti della procura della Repubblica e della difesa dell’uomo che ha già richiesto e ottenuto il rito abbreviato condizionato all’escussione del ginecologo Maurizio Silvestri e dello psicologo Picotti, ascoltati insieme alla ginecologa nominata dalla procura, Valeria Dupini.

Violenza sessuale sulla figlia minorenne Tra i due medici delle parti sono emerse significative contraddizioni in relazione alle condizioni della ragazza oggi maggiorenne, i fatti risalgono al periodo compreso tra il 2010 e il dicembre 2014. Per il perito della difesa, rappresentata in aula dall’avvocato Salvatore Finocchi, non è possibile che la presunta vittima possa aver subito violenze sessuali specificatamente intese come rapporti completi alla luce di alcuni riscontri medici emersi dalle visite ginecologiche. Diversa la posizione della consulente della procura che, nell’ambito dell’udienza celebrata a porte chiuse, ha invece sostenuto la tesi opposta ammettendo che le accuse portate in aula dal pm Gennaro Iannarone siano del tutto plausibili anche sotto il profilo medico.

Scontro tra periti Lo scontro tra periti è particolarmente delicato a causa delle contestazioni pesantissime formulate a carico del padre, accusato di aver costretto per il lungo periodo la figlia minorenne, costituitasi parte civile insieme alla mamma, a consumare rapporti completi con cadenza settimanale sempre in circostanze in cui rimaneva solo con lei. Le violenze ricostruite dai carabinieri si sarebbero consumate sia nell’abitazione di famiglia, quando la moglie non si trovava in casa, sia in camere d’albergo fuori dal territorio regionale, e in alcuni casi anche italiano, dove padre e figlia dormivano per motivi legati ad alcune attività della ragazzina. Di fronte al collegio penale (presidente Fornaci, a latere Anibaldi e Marzullo) si tornerà nel gennaio 2017 per requisitoria e arringhe.

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