di Enzo Beretta
Condannato a due anni di carcere un 33enne finito sotto processo a Perugia con l’accusa di violenza aggravata per palpeggiato il seno e i fianchi di una ragazzina quattordicenne che ha tentato di baciare sulla bocca. L’imputato viene ritenuto responsabile dalla Procura di «aver costretto» la giovane «a subire atti sessuali»: nel corso del processo con rito abbreviato il pm ha sollecitato una condanna a quattro anni, quindi il doppio della pena stabilita dal giudice Elisabetta Massini che prima di ritirarsi in camera di consiglio ha ascoltato l’arringa dell’avvocato Guido Rondoni e la ricostruzione dei fatti secondo la parte civile assistita dal collega Delfo Berretti.
Audizione protetta I fatti – secondo quanto si legge negli atti giudiziari – sono avvenuti a fine maggio in un paese della provincia di Perugia. Nel corso dell’audizione protetta la minore ha raccontato agli investigatori che una domenica pomeriggio, poco lontano dalla piazza del paese, si è accorta che un uomo le mandava dei baci invitandola ad appartarsi con lui: «Ho notato un ragazzo che mi faceva i versi, nel senso che mi mandava i baci, mi sorrideva e mi faceva cenno di seguirlo dietro al circolo dove si trova un magazzino». A quel punto la persona offesa ha raggiunto la cugina che, proprio in quei minuti, era entrata in un bar. «Ero diventata ansiosa – è il racconto -. Questo ragazzo è molto più grande di me e mi sono subito allontanata. Quando sono entrata nel locale le ho raccontato tutto e mia cugina mi ha risposto che appena finiva di pagare saremmo uscite. Una volta ritornate verso la piazza, ripercorrendo un vicoletto, lei è andata avanti e io sono rimasta un attimo indietro, ci siamo distanziati e questo ragazzo mi ha raggiunto, ho sentito che qualcuno mi afferrava dal braccio e mi spingeva con forza verso il muro a toccarmi e baciarmi».
Palpeggiamenti La giovane ha raccontato di essere stata «toccata sul seno e sui fianchi» da quell’uomo che «ha provato a baciarla» mentre lei «manteneva la bocca serrata». Prosegue il racconto: «Nel momento in cui ha provato a baciarmi ho urlato, lui era palesemente ubriaco, l’ho sentito anche dall’alito e dal fatto che non si reggeva bene in piedi».
