di MA.T.
Rischia di chiudere anche l’azienda Tifast, di San Liberato di Narni (circa 10 km dal casello autostradale di Orte), una società integrata europea, con impianti di produzione per lingotti, billette, barre e vergelle laminate a caldo in titanio e leghe di titanio. La Società Tifast che occupa complessivamente circa 50 dipendenti ed è una delle società leader nel settore titanio, «oggi corre il serio rischio di veder messo in discussione il proprio futuro e il piano di riassetto societario che permetterebbe (se avallato dal sistema bancario) non solo il consolidamento produttivo e occupazionale, ma diverrebbe volano di ulteriori interessanti sviluppi». Lo rendono noto le segreterie provinciali di Fim, Cisl e Fiom Cgil. «Irrigidimenti incomprensibili – scrivono in un comunicato i sindacati- da parte del sistema bancario che sta ponendo veti all’operazione di riassetto societario, corrono il rischio di mettere in discussione produzioni e occupazione».
La preoccupazione Le Segreterie Provinciali di Fim Cisl e Fiom Cgil esprimono tutta la loro preoccupazione per tale situazione che si sta venendo a generare, «e che potrebbe precipitare rapidissimamente se dovesse perdurare tale incomprensibile irrigidimento del sistema bancario». I sindacati ritengono che sia «necessario, indispensabile e inderogabile un intervento urgentissimo e positivo del sistema bancario locale-regionale che scongiuri la messa in discussione della sopravvivenza societaria con la perdita secca dei circa 50 posti di lavoro, che si andrebbero a sommare a quelli persi nel settore industriale locale e immettersi in un percorso di crisi industriale di difficile gestione e soluzione. Le lavorazioni e l’occupazione generata dalla società Tifast è un’opportunità che il territorio della Provincia di Terni non si può permettere di perdere».

