©️Fabrizio Troccoli

di Enzo Beretta

Divieto di avvicinamento alla casa familiare per un giardiniere 33enne di Citerna accusato di maltrattamenti e lesioni aggravate nei confronti del padre convivente. L’indagato, interrogato questa mattina dal giudice per le indagini preliminari di Perugia, ha minacciato di morte il padre («ti sgozzo come un agnello a Pasqua»), gli ha spento una sigaretta sul collo e ha tentato di infilargli in bocca un tubo di gomma utilizzato per irrigare il vigneto. 

Gli atti La persona offesa è stata «sottoposta ad atti di violenza fisica, morale e psicologica – scrive il pm di Perugia – nei suoi confronti sono stati tenuti atteggiamenti aggressivi e violenti. L’uomo è stato percosso e minacciato, si è così creata una situazione generalizzata di sopraffazione tale da rendere la sua vita personale e familiare particolarmente dolorosa, ingenerando in lui forme di disagio psichico e fisico». 

«Con le buone o con le cattive» I fatti oggetto delle contestazioni sono iniziati a marzo, quando durante le festività pasquali l’indagato ha «gettato contro suo padre una bottiglia d’olio, una di aceto, e del sale, fino a provocare una colluttazione». Un’altra volta gli ha tirato addosso polvere di caffè – è scritto nel capo di imputazione -. Pretendeva facesse ciò che voleva lui: «O le fai con le buone o con le cattive». Altrimenti? «Ti tolgo di mezzo», «ti investo con l’auto», minacciava che lo «avrebbe sgozzato come un agnello a Pasqua». 

Caldo Poco dopo Ferragosto l’indagato, che ha la patente sospesa per un’infrazione al Codice della Strada, è stato accompagnato dal padre a fare alcuni acquisti: faceva molto caldo ma lui «pretendeva che lo aspettasse in macchina sotto il sole, innescando per il diniego alla richiesta una discussione verbale». Quel giorno, poi, gli ha «spento una sigaretta sul collo, per poi aggredirlo fisicamente, tentando di infilargli in bocca il tubo in gomma che stava utilizzando per irrigare il vigneto». Ma non è finita: «Successivamente gli infilava un dito nell’occhio e lo colpiva violentemente con svariati pugni indirizzati al volto, alla tempia ed alla nuca (prognosi di 10 giorni) desistendo dall’aggressione solo alla vista della nonna ultranonvantenne che si era affacciata dall’abitazione». L’indagato è difeso dall’avvocato Elisa Martinelli.

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