Una persona al computer

di En.Ber.

Aveva finto di essere innamorato di una donna conosciuta su Facebook, raccontandole di essere in difficoltà economiche e di avere bisogno di cure mediche costose. Con questi raggiri era riuscito a farsi versare oltre 10 mila euro sulla sua PostePay, fino a quando la vittima non si è resa conto della truffa. Ora la donna ha deciso di costituirsi parte civile nel processo a carico di un 48enne originario di Ostuni (Brindisi),accusato di truffa aggravata.

Le accuse I fatti risalgono al periodo tra febbraio e giugno 2021. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe instaurato una relazione a distanza con la donna, fingendo di trovarsi in difficoltà a causa di stipendi non ricevuti e minacce da parte di terzi. Per convincerla a inviargli denaro, avrebbe anche promesso di restituire le somme. Complessivamente la vittima avrebbe effettuato ricariche per un totale di 10.700 euro.

Aggravante La Procura della Repubblica di Perugia contesta all’imputato anche l’aggravante di aver approfittato della vulnerabilità della vittima, sfruttando la relazione a distanza e i mezzi telematici per rendere più difficile la sua identificazione. Nel corso dell’udienza predibattimentale, il giudice Lidia Brutti ha disposto una perizia psichiatrica sull’imputato. La donna è assistita dall’avvocato Selene Casagrande, sostituita in aula dalla collega Melissa Poggioni. La pubblica accusa è rappresentata dal pm Mara Pucci.

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