di Chiara Fabrizi
«In queste ore penso spesso che non ce la farò a superare anche questa, poi guardo i volti dei miei nipoti e trovo il coraggio». E’ un sorriso appena accennato quello che si intravede sulle labbra della nonna quando pensa ai piccoli di casa che sono lì a vivere l’ennesima evacuazione, l’ennesimo terremoto ma nonostante tutto si rincorrono tra le brandine del centro di accoglienza allestito a Borgo Preci dove mercoledì sera sono arrivati con tutta la famiglia.
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Le testimonianze La tensione e la stanchezza accumulata negli ultimi due mesi pesano tanto, quasi schiacciano queste famiglie costrette a fare i conti con l’imponderabile che in meno di cento secondi può cambiarti la vita mentre sei in casa a stendere la tovaglia sulla tavola. E in queste ore il dramma che si ripete piega anche i più tenaci, come questa nonna di Preci: «Ho paura, tantissima paura, ho sulle spalle il terremoto del ’79, quello del ’97 e adesso questi che mi spingono quasi a pensare – dice distrutta – che non ce la farò a superare questo periodo, ma poi guardo i miei nipoti e cerco il coraggio di tornare a costruire qualcosa per il loro futuro». Poco più in là c’è un’altra donna, avrà trent’anni ma la paura è per tutte la stessa. Ricostruire i drammatici istanti che hanno seguito il sisma delle 19.18 le costa fatica: «Ero sola in casa e sono riuscita subito a uscire fuori, ma sono rimasta a lungo sotto un violento acquazzone che ha peggiorato una situazione già tremenda. Guardo le nostre case rovinate e – prosegue – non riesco a pensare neanche per un momento al nostro futuro, ma so che dobbiamo solo trovare la forza di ricominciare».
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Sindaco di Preci All’esterno del centro di accoglienza c’è il sindaco di Preci, Pietro Bellini, mette in fila gli elementi che ha acquisito coi tecnici del Comune:«Il numero delle persone da assistere aumenta stanotte c’erano 130 persone ma gli sfollati saranno sicuramente più di 200 perché – dice a Umbria24 – i danni sono ingenti e purtroppo dobbiamo chiudere alcuni accessi ai centri abitati. Abbiamo avviato i primi sopralluoghi – prosegue – ma per ora l’analisi per ora è sommaria». Poi, sollecitato, parla della paura: «Come l’ho vissuta io? Mi considero un esperto di terremoti perché sono amministratore a Preci da 30 anni e ho vissuto tre terremoti, ma devo dire – riconosce Bellini – che stavolta rispetto alle precedenti ho accusato molto il colpo».
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Turismo e commercio Sempre al centro di accoglienza di Borgo Preci anche il presidente della Confcommercio Valnerina, Fabio Brandimarte: «Il morale della popolazione e è basso ma serve energia per ripartire. Tutti dagli esercenti agli operatori turistici fino ai residenti ci stavamo riprendendo dal terremoto del 24 agosto ma queste due nuove scosse ci fanno tornare al punto di partenza. A Norcia mercoledì notte c’erano un migliaio di visitatori ma stamattina abbiamo visto ripartire i pullman, del resto anche alcuni residenti hanno fatto i bagagli. Chi non sembra mollare questo territorio – rileva Brandimarte – sono i turisti stranieri soprattutto tedeschi, austriaci e francesi, ma anche gli stessi commercianti ce la stavano mettendo tutta, tanto che si erano autotassati per organizzare eventi, come la salsicciata che sicuramente rinvieremo». E poi: «A Castelluccio non c’è il gas dal 24 agosto, con queste nuove scosse si sono avuti crolli su stabili già danneggiati. Una quarantina di attività sono state chiuse per l’assenza di servizi come il gas o perché si trovano nella zona rossa».La situazione a Norcia è peggiorata, ci sono molti danni materiali come la perdita di prodotti.
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