Il campanile di Aliena

di Chiara Fabrizi

Le abitazioni di Aliena minacciate dal campanile lesionato e quelle di Cortigno dalla torre trecentesca che si sta sbriciolando. Sono la dozzina scarsa di residenti rimasti a vivere nelle due piccole frazioni di Norcia a lanciare un grido d’allarme alle autorità già sollecitate a procedere rapidamente alla messa in sicurezza dei due beni culturali lesionati che rischiano, questa la denuncia della cittadinanza, di crollare su case che hanno retto ai tre violenti terremoti degli ultimi due mesi e mezzo.

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Aliena minacciata dal campanile Ad Aliena in particolare, frazione al confine col territorio comunale di Cascia, la scossa di magnitudo 6,5 ha compromesso il campanile della chiesa di Sant’Eutizio al centro dell’abitato che, nonostante la tenuta del patrimonio edilizio, è stato dichiarato zona rossa con le case bollate al momento come inagibili per rischio esterno. Qui all’ombra del campanile più alto dell’altopiano di Avendita vivevano una decina di persone che hanno lasciato il borgo e ora si battono per ottenere la cinghiatura del bene culturale, simbolo del paese. Martedì i vigili del fuoco hanno compiuto un sopralluogo ma in base a quanto riferito da più di un residente, il necessario intervento di messa in sicurezza non sarà eseguito a stretto giro a causa di altre priorità. Ma intanto la terra è tornata a tremare anche con intensità: «Vista la scossa di oggi pomeriggio (sabato magnitudo 4,1, ndr) la situazione – scrive Mario Panella – sta peggiorando come si può vedere dalle foto scattate poco dopo al campanile pericolante, che da simbolo del paese sta diventando il “mostro” che devasterà le case ancora in piedi e in buono stato. A Norcia le autorità – prosegue il post denuncia – conoscono la situazione ma abbiamo bisogno di interventi per evitare una distruzione annunciata». Oltre al rischio crollo e conseguenti danni nelle abitazioni circostanti, tra la decina di residenti stabili della piccola frazione c’è anche il timore di perdere il campanile, il più alto dell’altopiano quindi visibile da molto lontano e per questo da quasi un secolo e mezzo riferimento per la comunità della zona: «Fu inaugurato nel 1868 – ricorda Sergio Freschi – e da allora è stato l’amico vigile dei nostri giochi, delle feste e dei primi amori mentre noi crescevamo così come i nostri figli e nipoti. Alla chiesa e al campanile dobbiamo dare la possibilità di far compagnia ancora alla gente di Aliena, glielo dobbiamo».

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Cortigno con l’incubo della torre A venti chilometri in linea d’aria c’è Cortigno, nota come la terrazza dell’Appennino, una frazione con un territorio vasto tanto da confinare col territorio comunale di Preci e Cerreto di Spoleto. Il piccolo borgo in cui vivono stabilimente una dozzina di persone non ha riportato gravi danni, la sessantina di case appaiono in buone condizione anche se i residenti dal 30 ottobre vivono nella struttura prefabbricata della proloco del paese da cui col cielo terso si riescono ad ammirare anche i Monti della Laga come racconta Triante Angeli, storico promotore dell’associazione Umbri a Roma che dopo il sisma del ’79 si è battuta per la ricostruzione di Norcia, che dal paese dista 22 chilometri di auto su strade impervie e striminzite: «La torre trecentesca – spiega a Umbria24 – si sta sbriciolando e rappresenta una minaccia per la abitzioni vicine, mentre la chiesa di Santa Maria del XIV secolo mostra lesioni che andrebbero quanto meno verificate ma l’impressione è che la nostra sia un’emergenza di serie B sia per l’assenza di danni alle case sia per il modesto numero di residenti in un borgo particolarmente isolato». Qui oltre ad Angeli vivono un eremita e due famiglie di allevatori: «Noi d’inverno siamo pochi residenti per cui ci stiamo arrangiando, penso alle vie del borgo che abbiamo liberato alla meglio, non chiediamo container né altro ma soltanto la messa in sicurezza della torre e della chiesa che rappresentano il simbolo della nostra terrazza dell’Appennino».

@chilodice

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