Il titolare con gli avvocati

di F.T.

Quella ricostruzione non gli è andata giù: «È parziale e fuorviante, adiremo le vie legali». La proprietà di Villa Maria Luisa va all’attacco della trasmissione di LA7 ‘Linea Gialla’ che lo scorso 28 gennaio ha mandato in onda un servizio sulle vicende della casa di riposo, finita nell’occhio del ciclone in seguito all’indagine della guardia di finanza che ha fatto emergere i maltrattamenti subiti da alcuni anziani ospiti.

Replica I primi a prendere la parola, nel corso della conferenza stampa, sono gli avvocati Massimo Proietti e Maria Grazia Biscossi, difensori della famiglia Vitali titolare dell’attività. «In quella trasmissione – spiega l’avvocato Proietti – i proprietari di Villa Maria Luisa sono stati etichettati come ‘impuniti’. Questo perché i video registrati dalla guardia di finanza nella casa di riposo sono stati dichiarati ‘inutilizzabili’ dal tribunale del riesame per un vizio di forma. La realtà però dice altro».

Il riesame ha ‘cassato’ quelle immagini per la mancanza di una specifica motivazione da parte del Gip, necessaria per videoregistrazioni realizzate – come in questo caso – in un ‘ambiente domestico’. «Oltre a ciò – afferma il legale – il tribunale è entrato nel merito della vicenda e ha definito ‘altamente inattendibili’ le dichiarazioni rese dai principali accusatori, finite anche nel servizio di Linea Gialla. Il riesame ha escluso gli indizi di colpevolezza nei confronti della famiglia Vitali, al pari della Cassazione che lo scorso 11 dicembre ha rigettato il ricorso presentato dall’accusa».

Nessuna denuncia Secondo gli avvocati, però, c’è di più: «Il riesame ha evidenziato come, allo stato degli atti, non c’è alcuna denuncia da parte degli ospiti o dei loro familiari. Nessun anziano ha mai lasciato la casa di riposo e nessun familiare ha mai chiesto spiegazioni per via informale o attraverso atti giudiziari. Questo rende ancora più grave il fatto che le nostre dichiarazioni, al pari di quelle dei parenti degli anziani, siano state tagliate dal servizio mandato in onda».

Il verbale La prova della buonafede dei proprietari, per l’avvocato Massimo Proietti sta nel comportamento tenuto da Sandro Vitali, legale rappresentante di Villa Maria Luisa: «Il 16 aprile del 2013, tre mesi prima delle ordinanze di custodia cautelare, è andato dalla guardia di finanza perché aveva avuto il sentore di qualche comportamento non corretto da parte del personale. Ha sottoscritto un verbale in cui dichiara la disponibilità a supportare qualsiasi indagine e ad installare, a proprie spese, un sistema di videosorveglianza interno. Come si fa a dire – si chiede il legale – che non ha fatto nulla per evitare quello che è accaduto?».

Indagini difensive «In questo contesto – affermano gli avvocati Proietti e Biscossi – ci sembra doveroso tutelare l’immagine della struttura così come di quegli operatori che, tanto oggi quanto ieri, hanno agito correttamente. Lo stesso per i familiari degli anziani ospiti che hanno più volte espresso la propria solidarietà, anche a costo di ricevere critiche aspre». Per dare valore alle proprie tesi, nei mesi scorsi i due legali hanno depositato anche un fascicolo con la ‘summa’ delle indagini difensive svolte sul caso.

Le domande Fin qui gli aspetti legali. Poi ci sono le domande. A Sandro Vitali chiediamo che cosa sia realmente accaduto, a suo giudizio, fra le mura della casa di riposo. «Io non sto qui 24 ore su 24 ed è probabile che alcuni operatori si siano approfittati, diciamo così, di alcuni momenti di libertà per agire in maniera tutt’altro che corretta. Un episodio mi era stato segnalato dal familiare di un ospite che aveva visto un’operatrice (non indagata in seguito, ndR) tenere un comportamento non consono. La prima cosa che ho fatto è stata quella di metterla in ferie per un po’, poi ho convocato tutti i dipendenti per fare chiarezza. Infine sono andato dalla guardia di finanza, mettendomi a disposizione». In merito alle accuse rivolte da alcune ex-operatrici, il titolare ritiene che siano frutto «di attriti personali, poi sfociati in cause di lavoro. La mia idea è che si siano coalizzate fra di loro per colpirmi. La gestione della struttura va tenuta distinta da quelle che chiamiamo ‘mele marce’ e che abbiamo già allontanato da Villa Maria Luisa».

Fase di transizione Dopo il sequestro, e prima di tornare in mano ai titolari, la struttura è stata gestita dall’azienda sanitaria: «È stato il momento più difficile della nostra storia – osserva Sandro Vitali –. In quella fase l’Asl Umbria2 ha messo a disposizione gli infermieri e il direttore sanitario, mentre una parte delle operatrici è stata fornita da una cooperativa locale che ha in essere una convenzione con l’azienda sanitaria. Mi sento di ringraziarli tutti per quanto fatto e per aver accresciuto la nostra capacità di svolgere un servizio che va avanti dal 2005 in una struttura pensata e costruita per l’assistenza agli anziani».

Ispezione Nel loro reportage, i giornalisti di Linea Gialla avevano mostrato le immagini della casa di riposo al ministro per la salute Beatrice Lorenzin. La sua reazione era stata netta: «Mi sento indignata e presto – aveva aggiunto ai microfoni – manderemo gli ispettori, anche se non potrà essere un controllo a sorpresa». In attesa delle verifiche, un controllo – da parte dell’Asl Umbria2 – è arrivato lo scorso 30 gennaio. «Ci hanno fatto i complimenti per le ottime condizioni della struttura e gli standard raggiunti – afferma Sandro Vitali -. Circa il ministro, crediamo non le siano stati messi a disposizione tutti gli elementi utili per poter dare un giudizio sereno».

I familiari Oltre ad alcuni dei 16 operatori attualmente impiegati, all’incontro con la stampa è intervenuto anche il nuovo direttore sanitario, Chiara Sabatini: «Sono qui dalla metà di ottobre e posso garantire per l’estrema professionalità del personale. Siamo ovviamente aperti a qualsiasi tipo di confronto che possa essere utile a migliorare i nostri standard già elevati». Oltre a lei sono intervenuti anche due familiari di altrettanti ospiti. Come Adriano Carobelli: «Qui ho mia madre e posso dire che ho sempre vigilato e non ci sono mai stati problemi. Esiste un comitato di familiari che può accedere a qualsiasi ora del giorno e della notte. Se poi sono accadute cose esecrabili, è giusto che i responsabili paghino». Un altro è Alberto Barbieri: «Mia suocera ha 95 anni, è una donna ancora lucida e in due anni e mezzo che sta qui non ha mai trovato niente di anormale. Avrei potuto portarla via ma non l’ho fatto perché so che qui sta bene».

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