di Fabio Toni
La squadra, la Ternana, a quel tempo non riusciva ad emergere dalle secche della Lega Pro e il clima generale non era dei migliori. Colpa di una profonda spaccatura fra società e tifosi, sanata poi da risultati e atteggiamenti più costruttivi da entrambe le parti. Senza dimenticare gli avvicendamenti in seno alla dirigenza rossoverde. Oggi le cose vanno meglio, ma alcuni strascichi seguono il lento incedere della giustizia italiana. Così una vicenda risalente a più di due anni fa, ha trovato spazio giovedì mattina davanti al giudice monocratico del tribunale di Terni.
Radunata sediziosa Il reato ha un nome arcaico («radunata sediziosa») ma una valenza molto più prosaica. I fatti risalgono al 22 maggio del 2010: un gruppo di tifosi si trova fuori dai cancelli del Liberati, dopo un allenamento delle Fere. La contestazione sfocia in qualche coro, un fumogeno lanciato verso l’ingresso degli spogliatoi. Fine. L’intervento della Digos porta alla denuncia di 11 tifosi per «radunata sediziosa» e al processo iniziato giovedì mattina, in cui non figurano parti civili. Dopo le formalità di rito, il giudice Angelo Matteo Socci ha aggiornato l’udienza al 13 ottobre 2013, quando verranno ascoltati i primi testi. Degli undici imputati, otto sono difesi dall’avvocato Giovanni Adami di Udine, due da Massimo Minciarelli e uno da Massimo Carignani. «A nostro giudizio – spiega l’avvocato Minciarelli – mancano i presupposti del reato e non esiste alcuna prova concreta nei confronti degli imputati. Anche le immagini registrate dalle telecamere, non permettono di identificare nessuno dei presenti».

