di F.T.
Partito da Torvaianica, era arrivato a Terni per festeggiare degnamente il capodanno. La sbornia è passata da qualche giorno ma sul campo restano le ‘perle’ inanellate in serie, le denunce e qualche ‘tensione’ familiare da ricomporre. Il motivo è semplice: il protagonista della vicenda, ha cercato di dribblare i guai spacciandosi per il fratello, quest’ultimo incensurato e all’oscuro di tutto. Ma gli è andata male.
L’inizio Il ‘parente serpente’ è un 31enne originario di Torvaianica. Tutto ha inizio la mattina di capodanno, con una segnalazione che giunge alla polizia: «C’è un’auto danneggiata, ferma lungo il raccordo Terni-Orte. All’altezza del bivio per Capitone». Gli agenti vanno e trovano il mezzo contro il muro. Al posto di guida c’è il giovane che non risponde: il timore che possa essere successo qualcosa di grave dura pochi istanti appena.
Sonno ‘alcoolico’ Lui, il 31enne, stava solo dormendo profondamente. L’incidente lo aveva fatto da solo, fortunatamente senza causare danni a nessuno se non all’auto. Immune anche agli effetti dell’adrenalina, dopo la botta si era messo a dormire sul sedile. Un sonno ‘indotto’, come hanno appurato gli agenti della polizia stradale che hanno riscontrato un tasso alcolemico pari a 1,70, quasi il quadruplo del consentito.
L’identità A quel punto il giovane è stato portato in questura dove, non contento, ne ha combinata un’altra ‘memorabile’: non avendo con sé i documenti, ha comunicato a voce i dati personali. Dal riscontro nel sistema tutto sembrava tornare, incluso il possesso della patente e del mezzo. Poi gli hanno fatto firmare gli atti e lì, da alcune evidenti differenze nelle sigle, è partito il sospetto.
Smascherato «Non è chi dice di essere»: netto il parere della polizia scientifica dopo aver visionato le firme. Così è bastato poco per risalire alla verità. Lui è risultato pluripregiudicato e già fotosegnalato, con alle spalle vari reati per droga e contro il patrimonio, furti e scippi in particolare. Ovviamente è stato denunciato anche per le false dichiarazioni rilasciate a pubblico ufficiale.
L’alter-ego I dati comunicati, invece, erano quelli del fratello 39enne, coinvolto suo malgrado nella grottesca vicenda. Quest’ultimo è incensurato, lavora onestamente e vive anche lui a Torvaianica. Quando la polizia lo ha chiamato, ha fatto un lungo sospiro poi, riferito al disgraziato parente: «Non sapete quanti problemi mi sta dando». Forse no, ma visto come sono andate le cose possiamo immaginarlo.
